Ronchi, feto nell’armadio. Il papà: "Non sapevamo nulla"

Probabile l’ipotesi di un aborto spontaneo, seguito da una grave emorragia. La minorenne è ricoverata nell’ospedale di Monfalcone. Indagano i carabinieri

MONFALCONE. «L’abbiamo scoperto così, all’ultimo». È una sola, straziante, frase, quella proferita dal padre della sedicenne di Ronchi dei Legionari che ha partorito un feto, poi trovato nell’armadio, all’interno di una borsa. Poche parole “gridate” nell’animo di un uomo, e di una famiglia, distrutto dal dolore. Uno choc intimo e profondo, per la loro “bambina” trovatasi a gestire da sola, in angoscioso silenzio, una gravidanza e un dramma più grandi dei suoi soli 16 anni.

Partorisce in casa e nasconde il feto in un armadio
Bonaventura Monfalcone-16.03.2015 Mendicanti e ospedale di San Polo-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Per la famiglia il trauma non può che essere deflagrante. I genitori si sono accorti di quanto la propria figlia ha dovuto sostenere, purtroppo, troppo tardi. E la disperazione per non aver capito cosa le fosse accaduto e le stesse accadendo, è esplosa con tutta la sua potenza nel momento in cui quella creatura senza vita è stata trovata nell’armadio.

Il padre della ragazza si è limitato ad aggiungere: «Lei ha figli?». Non si può capire veramente lo squarcio interiore che un padre e una madre affrontano in circostanze simili.

Tutto si ferma, il cuore si ferma, la mente tenta di elaborare ciò che non si può ancora elaborare, e consegna un profondo, rispettoso invito: «Lasciateci nel nostro dolore. Stiamo cercando di andare avanti, di dimenticare», ha chiuso l’uomo dai toni pacati, ma decisamente provato.

La sedicenne fino a ieri mattina era ancora ricoverata al reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale San Polo. Le sue condizioni sono buone. La salute è stata recuperata. È giovane e forte. Restano altre ferite, tanto invisibili quanto forse mai rimarginabili.

La ragazza ha rischiato la vita. Quando venerdì mattina s’è presentata al San Polo, accompagnata dalla madre, la situazione è apparsa subito grave, di fronte a un vero e proprio choc emorragico.

Un’emorragia importante, fermata grazie all’intervento chirurgico di revisione e raschiamento della cavità uterina. La giovane ha ripetuto di non sapere di essere incinta. Ai sanitari avrebbe riferito di aver avuto il ciclo mestruale. Certo è che questo è il primo caso di tale portata e complessità che l’ospedale di San Polo abbia mai registrato.

Ciò che pare plausibile, tuttavia, è che la ragazza abbia subìto un aborto spontaneo, ma saranno le indagini e soprattutto l’autopsia sul feto a fornire le reali risposte in tal senso.

Dai pochi elementi a disposizione, si può annotare, nella scansione degli eventi, che tutto è accaduto giovedì notte. E che i genitori non si sarebbero accorti di nulla. Ognuno nella propria camera da letto. Come abbia potuto gestire la ragazza quella pesante e drammatica situazione rimane materia di verifica da parte dei carabinieri della Compagnia di Monfalcone, che hanno assunto le indagini.

Una volta giunta al Pronto soccorso, venerdì in tarda mattinata, secondo una prima, approssimata diagnosi, di natura da determinare, sarebbe stata ipotizzata una gravidanza riconducibile a 22 settimane. Gravidanza comunque in quel momento non comprovata.

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