Rogo alla Bipan, stop alla produzione

BICINICCO. Rogo alla Bipan di Bicinicco nel primo pomeriggio di ieri: sul posto cinque squadre di vigili del fuoco (quattro di Udine e una di Gorizia), con due autoscale, un’autobotte, un’autopompa e una colonna fari. L’incendio di un silo - forse dovuto ad autocombustione - non ha tuttavia destato particolare allarme nella zona, in quanto il sito produttivo è sovrastato giorno e notte da una colonna di vapore acqueo. Pennacchio che questa volta ha assunto solo un colore un po’ più grigio. Comunque, il rogo ha determinato il blocco della produzione.
Le operazioni di messa in sicurezza della fabbrica (sorge appena fuori del capoluogo, in direzione Santa Maria la Longa) prevedibilmente impegneranno i pompieri fino alla tarda mattinata di oggi. Ha infatti preso fuoco il grande silo di forma cubica – denominato “Bunker 400”– nel quale vengono convogliate le polveri di lavorazione dello stabilimento, che produce pannelli truciolari. Nessun danno alle persone, fra una dozzina di vigili del fuoco e una ventina di operai presenti nello stabilimento, che funziona a ciclo continuo. Il danno consiste in duemila metri cubi di “polverino”, inzuppati d’acqua, da buttare (questo materiale viene normalmente reimmesso nel ciclo di lavorazione del truciolare). Ma sarà necessario ripristinare l’elevata struttura, tutta in lamiera, per quanto rovinata dal surriscaldamento. Dotata dei consueti dispositivi anti-incendio richiesti dalle norme, la torre di raccolta polveri mostra in cima i portelloni antiscoppio sfondati, come previsto, per la spinta dell’eccessivo calore. Da quei fori i vigili del fuoco hanno immesso acqua per tutto il pomeriggio, allo scopo di spegnere la polvere di legno arroventata e raffreddare le pareti in lamiera. Non si conosce ancora la causa dell’innesco, anche se si propende per l’autocombustione, ma bisognerà capire da che cosa sia stata provocata.
L’attività nello stabilimento si è bloccata non appena gli addetti si sono accorti dell’incendio e hanno allertato i pompieri. Il materiale riarso da smassare sarà depositato nei piazzali e costantemente tenuto umido da vigili del fuoco e dal personale della fabbrica. Operazioni che richiedono tante ore di lavoro e molta cautela, come ricorda il portavoce dei vigili del fuoco Valmore Venturini. In più, non è ancora possibile determinare per quanti giorni la Bipan resterà inattiva, ci riferisce un responsabile, presente sul posto fin dal primo allarme. È pure prematuro fare una stima dei danni provocati dal calore e dall’acqua sparata attorno e dentro il silos. A breve si faranno delle perizie tecniche, anche per avviare le pratiche assicurative.
Alla Bipan, oltre ai vigili del fuoco, anche i carabinieri di San Giovanni a Natisone per i rilievi di legge.
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