Rissa al bar Pashà, il questore lo chiude

Il provvedimento avrà valore per 30 giorni. Il titolare: «Colpa mia, mi dispiace. Ma vendo il locale, chi lo vuole si faccia avanti»





Rissa al Pashà di Pescincanna di Fiume Veneto, il questore Marco Odorisio sospende la licenza del locale per 30 giorni. Amareggiato il titolare della catena, che conta oltre dieci bar.

«Mi assumo la responsabilità – dice Silvano Pasqual –, ma sono deluso: il Pashà di Pescincanna è in vendita, chi lo vuole si faccia avanti. Sono dispiaciuto per la comunità, che dovrà rinunciare ai servizi che offriamo». Oltre a bar, il locale è anche tabaccheria e edicola: uno dei principali punti di incontro per gli abitanti, insomma.

I fatti. Venerdì sera, personale dell’ufficio polizia amministrativa e di sicurezza della questura, con i colleghi dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico – Squadra volante, hanno eseguito il provvedimento di sospensione per 30 giorni, disposto dal questore Odorisio. Il provvedimento, «sussistendone i presupposti normativi», è stato adottato in via d’urgenza, «in quanto si ricostruiva un grave fatto accaduto nella nottata di giovedì 15 ottobre», quando un cittadino ucraino è presentato al pronto soccorso dell’ospedale civile in stato di ebrezza, con contusioni al volto e alla mandibola, frattura delle ossa del naso, rottura di dente e ferite alle labbra, tali da procurargli una prognosi di 21 giorni. Gli agenti, sentiti vari testimoni, riscontravano come, nella serata di giovedì 15 ottobre, «l’uomo recatosi nel bar assumeva numerose bevande alcoliche, ordinando birre e vodka, quando sopraggiungevano altre persone all’interno del locale». Poco dopo, «per futili motivi, scoppiava una scazzottata con raffiche di pugni e calci, tanto da far cadere l’aggredito, che rovinava a terra, continuando a essere colpito».

L’uomo, quindi, è stato soccorso e accompagnato in ospedale, «mentre il personale del bar, come se nulla fosse accaduto, proseguiva l’attività regolarmente».

Gli agenti hanno accertato come il giovane aggredito all’interno del locale avesse un tasso alcolemico superiore a 3 milligrammi per litro, «stato di ubriachezza procuratogli dalla continua ed eccessiva somministrazione di bevande alcoliche, tanto che la barista è stata deferita all’autorità giudiziaria in base all’ex articolo 691 del Codice penale’’somministrazione di bevande alcoliche a persona in stato di manifesta ubriachezza’’».

Al termine dell’istruttoria, quindi, «ricorrendone i presupposti di legge previsti dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza», il questore ha adottato il provvedimento di sospensione dell’attività.

Da parte sua, Pasqual osserva. «La barista ha sbagliato, non c’è nulla da dire, ma l’ha fatto perché è timorosa, e l’atteggiamento dei protagonisti della rissa, l’ucraino e altre due persone che erano sedute con lui, è stato aggressivo. A causa del suo errore, le altre dipendenti rimarranno a casa. A Pescincanna abbiamo investito 200 mila euro, rinnovando il locale. Ora è in vendita».–



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