Riforme, rinviata la spartizione dei "tesori" delle Province

UDINE. La Regione frena sulla spartizione dei patrimoni milionari delle Province commissariate, quelle di Pordenone, Gorizia e Trieste, e si prepara a posticipare al 2018 l’assegnazione delle proprietà e delle società partecipate della Provincia di Udine.
L’unica ancora in vita. Dopo i rilievi ricevuti dal sindaco di Udine, Furio Honsell, e dal presidente dell’Uti della Carnia, Francesco Brollo, contrari al passaggio alla Regione della proprietà di palazzo Belgrado a Udine e dell’edificio di via Carnia Libera 1944 a Tolmezzo, l’assessore alle Autonomie locali, Paolo Panontin, ha deciso di raccogliere le proposte di tutte le Uti per analizzare la questione in una commissione che, entro fine mese, sarà convocata ad hoc.
Nel palazzo della Regione, si è capito subito che l’assessore intendeva prendere tempo. Sul tavolo c’era la delibera secondo la quale la proprietà delle sedi istituzionali delle Province dovrebbero passare alla Regione, ferma restando la messa a disposizione delle Uti dei locali di rappresentanza. Sempre alla Regione dovrebbero passare i contenitori culturali, mentre le Uti dovrebbero ricevere gli edifici con finalità socio-assistenziali.
Diverso il discorso per le partecipazioni: quelle detenute dalla Provincia negli enti fieristici ai Comuni, nelle fondazioni e associazioni culturali e nei parchi di ricerca alla Regione. Il condizionale è d’obbligo perché, sulla base delle richieste delle Uti che la Regione riceverà entro il 20 maggio, i criteri potrebbero cambiare.
La svolta è arrivata dopo l’esternazione di Honsell. Il sindaco di Udine non aveva usato mezzi termini per dire: «Palazzo Belgrado è un luogo simbolo della storia del Friuli e la proprietà deve rimanere del popolo friulano». La critica non è passata inosservata tant’è che Panontin, in apertura di seduta del Cal, ha subito cercato l’accordo. «È una delibera delicata proprio perché fissa i criteri per la distribuzione sul territorio degli immobili e delle partecipazioni in società, fondazioni, consorzi e associazioni delle Province».
Riconosciuto che «più si scende nel dettaglio più è probabile che i territori evidenzino problemi soprattutto per quanto riguarda l’assegnazione di palazzi con significati simbolici sui quali bisogna trovare un punto di equilibrio», Panontin si è detto disponibile «a prendere tempo per trovare una soluzione condivisa. Forse - ha aggiunto - potrebbe essere utile fare una commissione dove verrei volentieri con il collega Peroni». A quel punto il presidente del Cal, Ettore Romoli, non ha mancato di cogliere la palla al balzo e di proporre alle Uti di avanzare le loro richieste.
Dopo il presidente la parola è passata a Honsell il quale ha subito fatto notare che la Provincia di Udine è l’unica ancora in vita e, proprio per questo motivo, sarebbe stato più opportuno rinviare la spartizione dei beni al prossimo anno, a mandato concluso.
Gli inviti alla prudenza sono stati condivisi pure dal sindaco di San Vito al Tagliamento, Antonio Di Biseglie, secondo il quale il previsto passaggio degli immobili utilizzati per scopi culturali alla Regione va rivisto soprattutto se ci «sono ipotesi e progetti che possono essere messi in campo». A tutto ciò va aggiunta la delibera già approvata dall’Uti della Carnia per chiedere che la proprietà della sede della Provincia di Tolmezzo resti al Comune.
«La tematica è complicata, gli interessi in campo sono molti, a volte difendono patrimoni rilevanti per il territorio oppure difendono il territorio dall’arrivo di patrimoni passivi o inesistenti, è comprensibile che i territori non accettino a scatola chiusa questa cosa».
Panontin ha escluso che si tratti di una marcia indietro, ha preferito definire «corretto» il confronto con le Uti per «trovare insieme una via. Poi, però - ha avvertito – si dovrà decidere». L’assessore ha ammesso l’urgenza di decidere in relazione alle province commissarie: entro l’1 luglio la Regione deve chiudere la procedura perché a ottobre scade il termine per la chiusura di tre province su quattro. «Su Udine - ha concluso l’assessore - non escludo di arrivare all’assegnazione del patrimonio in un momento successivo».
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