Fiera, 80% al Comune mentre l'Atap va all'Uti

Alla Regione cultura e palazzi storici. Per l'ex Provveditorato, invece, la trattativa aperta

La Fiera diventerà, per oltre l’80 per cento proprietà del Comune di Pordenone che invece dovrà vedersela con una maggiore “ingerenza” della Regione nella gestione dell’associazione del teatro Verdi. Quanto agli immobili, i palazzi storici di corso Garibaldi potranno essere in parte occupati dalla sede dell’Uti Noncello, mentre il Comune deve scordarsi auditorium Concordia e sale espositive: le sedi a vocazione culturale andranno alla Regione. In generale, per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, sono possibili deroghe e accordi per concessioni in comodato gratuito ed è su questo filone che Pordenone spera di giocarsi la partita per il comando della polizia locale.

Il nuovo corso. In estrema sintesi è questo il quadro che emerge provando a fare una simulazione ovvero applicando i criteri stabiliti dalla delibera della giunta regionale – approvata solo in via preliminare e quindi ancora passibile di cambiamenti – al patrimonio reale della Provincia (che si trova pubblicato voce per voce, compreso il valore, sul sito della Regione). I sindaci, così è stato deciso nella riunione del Cal (comitato delle autonomie locali), ora presenteranno i loro desiderata e le decisioni, quindi, potrebbero essere passibili di cambiamenti. Stando comunque al testo licenziato a fine aprile dall’esecutivo Serracchiani, su proposta degli assessori Paolo Panontin (enti locali) e Francesco Peroni (patrimonio e finanze, alcuni ragionamenti si possono già fare.

La Fiera. Se la Regione assorbirà, come sembra, le azioni di polo tecnologico e Interporto (che per la Provincia rappresentava meno dell’1 per cento), in base alla norma per cui le quote delle fiere vanno cedute ai Comuni sede di immobili della fiera e in base alla popolazione, Pordenone dovrebbe portare a casa l’intero pacchetto: prima le quote della Provincia di Pordenone (12 per cento) poi quelle, della Fiera di Udine (27 per cento). Questo però trasformerebbe la Spa in un ente pubblico. «Il problema non si ponte – spiega il sindaco Alessandro Ciriani –, perché il presidente Pujatti ha già il mandato di cercare soci privati che possano entrare nel capitale sociale della Fiera e si sta muovendo in questa direzione».

Atap. L’altra partita strategica è quella che riguarda la società del trasporto pubblico locale che rientra tra le partecipazioni «assegnate all’Unione intercomunale di riferimento». In questo caso l’area prevalente è quella dell’Uti del Noncello ma è ragionevole che si lavori a una soluzione che consenta, come chiesto da più sindaci, una distribuzione tra i Comuni già soci (nel rispetto dell’attuale proporzione delle quote). All’Uti del Noncello andrà anche la partecipazione nel Consorzio universitario mentre i consorzi industriali in genere ricadranno nell’Uti di riferimento territoriale.

Cultura. Precisa la strategia della Regione in materia culturale. Che si tratti di sedi (e nel caso di Pordenone in ballo ci sono le sale espositive di corso Garibaldi e l’Auditorium Concordia) o di partecipazioni in associazioni e fondazioni culturali, la Regione intende avocarle a sè. Per quanto riguarda il patrimonio, in particolare le farà confluire sotto la tutela dell’Erpac. Il Comune di Udine ha già sollevato perplessità per quanto riguarda la compatibilità dello statuto del proprio teatro e l’equilibrio nelle quote sociali, Pordenone intende fare approfondimenti. La quota della Provincia nell’associazione teatro Verdi non è sicuramente trascurabile: supera il 31 per cento.

Comando dei vigili. Rispetto alla lettera inviata all’assessore Peroni per chiedere l’assegnazione a Pordenone dell’ex provveditorato – stando alle linee guida andrebbe alla Regione in quanto sede del servizio caccia e pesca che è transitato alla Regione –, Ciriani precisa: «Alla Regione proponiamo una permuta. Siamo disposti a cedere l’attuale sede dei vigili per le esigenze del corpo forestale, in cambio dell’ex comando della polizia provinciale». Come detto le deroghe sono previste per cui con una convenzione la partita potrebbe chiudersi. Bisognerà vedere se la Regione troverà conveniente lo scambio. Ieri l’assessore Peroni spiegava di non aver ancora preso visione della missiva.

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