Record alla Lodi di Pasiano con l’80% di altra nazionalità

PORDENONE. La scuola statale d’infanzia “Mario Lodi” a Pasiano di Pordenone il record dell’integrazione 2019-2020 in Friuli Occidentale: l’80% di bambini in aula ha genitori di origini albanesi, marocchini, romeni, indiani o di altre nazionalità, ma comunque non italiana. Il secondo record è che le tre sezioni con 75 iscritti hanno salvato l’autonomia dell’istituto comprensivo “Celso Costantini” e scongiurato il rischio accorpamento, con il plus di iscritti.
«Nel 2018-2019 la “Lodi” ha fatto da cuscinetto salvagente al calo demografico registrato nelle scuole dell’obbligo – ha spiegato Mario Bellomo sindacalista Flc-Cgil –. Nascono meno bambini e gli iscritti con famiglie straniere sono il valore aggiunto socio-culturale e demografico”.
Il “modello Pasiano”, dall’apertura delle prime due sezioni nel 2016-2017, fa scuola mentre altri plessi ad alto tasso di baby- stranieri hanno invece chiuso le aule. È il caso, ad esempio, registrato due anni fa nella scuola d’infanzia in Largo Cervignano a Pordenone a causa di carenza iscritti.
I numeri della buona scuola che accoglie e integra sono nel dossier dell’Osservatorio dell’istruzione sugli alunni classificati “con origine migratoria”: 4 mila 370 in 40 istituti nella Destra Tagliamento nel 2017-2018, cioè oltre il 15% e quasi tutti nati in Italia. Prevalenza netta dei romeni (20,3%), poi albanesi (18,1), marocchini (5,1), moldavi (2,8), indiani (2,3) con un elenco di altre etnie africane, asiatiche e sudamericane.
«A Pasiano c’è il picco – hanno valutato allo sportello Flc-Cgil –. In netta diminuzione rispetto a dieci anni fa, invece, gli studenti stranieri nelle secondarie di secondo grado: quattro o cinque in ogni classe». Il dirigente Giovanni Dalla Torre lo ha confermato: la crisi di lavoro ha cambiato i numeri.
«Tante famiglie di origine straniera hanno lasciato il Pordenonese per cercare lavoro – ha indicato – in Germania, Inghilterra, Francia». Anche i numeri degli iscritti nei plessi di infanzia e primarie sono elastici: cambiano in nove mesi di scuola. «Le tre sezioni della “Lodi” a Pasiano sono sufficientemente stabili – ha valutato Bellomo –. Anche questo fattore ha creato integrazione e accoglienza. Il Comune è sempre stato in prima linea per dare risposte alla richiesta di istruzione per tutti. La scuola “modello Pasiano” è un risultato di squadra». Il cantiere della Lodi ha superato quota 400 mila euro.
Il Comune li ha investiti in due tranche e l’ultima è stata di 170 mila euro due anni fa, per l’ampliamento degli spazi. «L’impegno del Comune di fronte a un territorio che ha un alto tasso migratorio – ha aggiunto Bellomo – è quello di investire sullo sviluppo della formazione. In modo tale da garantire pari opportunità e l’integrazione anche degli stranieri di seconda e terza generazione».
La scuola d’infanzia statale è stata attivata nel 2016 e il vantaggio per le famiglie è quello dei costi abbattuti su trasporti, sulla mensa e senza le rette mensili. «Nelle scuole non statali c’è una retta mensile – hanno detto allo sportello sindacale –: supera 130 euro».
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