Raduno per 200 In piazza contro l’apertura alle auto di galleria Bombi

Tra striscioni, adesivi, manifesti, cibo e asciugamani il flash mob si è trasformato in una sorta di picnic urbano 



Chi seduto a terra, su una coperta o un asciugamano, improvvisando un picnic con un trancio di pizza o dei biscotti, un succo di frutta o un calice di vino, chi in piedi, magari in bicicletta. Chi sotto il sole improvvisamente bollente dopo settimane di temperature tutt’altro che primaverili e chi a cercare un po’ di riparo all’ombra. Chi a raccogliere firme e chi a sventolare bandiere o srotolare striscioni. Comunque in tanti, quasi 200, tutti insieme in piazza Vittoria per dire che la galleria Bombi deve restare chiusa al traffico, e che la sua riapertura non è il modo giusto di valorizzare e rivitalizzare l’area. Ha avuto una partecipazione robusta, almeno per gli standard goriziani, la manifestazione organizzata da diverse realtà e associazioni cittadine (con il sostegno delle forze politiche di opposizione in Consiglio comunale) ieri alle 12 in piazza Vittoria. Un’altra analoga si terrà oggi alle 19 in corte Bombi.

L’iniziativa, che era stata definita flash mob, in realtà si è trasformata in un grande ritrovo di persone con un’idea comune, ovvero quella che la riapertura al traffico del tunnel che passa sotto il colle del castello non s’ha da fare. C’erano molti rappresentanti delle forze di centrosinistra, dal Pd (con il consigliere regionale Diego Moretti, ma anche Franco Perazza, Marco Rossi, l’ex senatrice Laura Fasiolo) al Forum di Andrea Picco, da Rifondazione comunista con Roberto Criscitiello a Rosy Tucci di Gorizia è tua e Alessandra Zanella di Percorsi Goriziani. E ancora Giancarlo Maraz e Ermanno Macchitella del M5S, Giulia Giorgi dei Verdi, i rappresentanti di diverse associazioni cittadine (Fiab, Agorè, Argo e molte altre) e tanti semplici cittadini, molti dei quali accompagnati da bambini impegnati a rincorrere un pallone o colorare con i gessetti le pietre della piazza.

Tra gli ospiti pure l’artista ucraina Dilka Bear, che ha realizzato appositamente l’opera, intitolata “Galleria Bombi”, che gli organizzatori vorrebbero poi donare ad un’istituzione pubblica (magari la Biblioteca statale isontina) perché possa restare alla città. «Non siamo qui per dire no a prescindere a tutto, ma per dire sì a un qualcosa di diverso da quanto è stato immaginato per questa piazza», spiega Franco Perazza, mentre Marco Rossi ha voluto ricordare i 35 mila euro già spesi per la progettazione della strada dall’amministrazione comunale, e l’ex senatrice Fasiolo ha sottolineato come la piazza debba essere «un luogo di incontro e di vita, e non un punto di mero passaggio», chiedendo anche al Comune di fare chiarezza sulle condizioni di sicurezza della galleria dal punto di vista statico. Il consigliere comunale Alessandra Zanella, poi, ha spiegato che «ci sono tanti modi migliori di utilizzare la galleria, senza rovinare la piazza».

Durante il sit-in è proseguita anche la raccolta firme promossa dall’Ordine degli architetti, che in appena mezz’ora ha raccolto una sessantina di adesioni, e che prosegue in piazza anche nel negozio Il Laboratorio e al Caffè Vittoria, oltre che alla libreria Voltapagina di corso Verdi. Gli studenti di architettura dell’associazione Argo, invece, hanno collocato una grande mappa della città, idealmente circondata dal nastro bianco e rosso del cantiere. Con un messaggio: “Lavori in corso: rifacciamo Gorizia”. Di fatto l’inizio di un laboratorio partecipato per raccogliere spunti e idee su come potrà e dovrà essere la città futura, da galleria Bombi in poi. Un percorso che proseguirà peraltro anche con una serie di incontri, dal 16 giugno, nell’ex sala del Consiglio provinciale. –



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