Prisco, altri 4 mesi di reclusione
Discussa in primavera, ieri la lettura della sentenza da parte del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Trieste Guido Patriarchi, relativamente alla costola dell’indagine - che ha portato alla condanna a 14 anni di reclusione per abusi nei confronti di due minori - a carico di Giuseppe Prisco, 38 anni, professionista di origini napoletane, ma da molti anni residente a Pordenone.
Dopo il filone abusi, erano rimaste in piedi tre imputazioni, discusse con rito abbreviato, per favoreggiamento dell’induzione alla prostituzione minorile, creazione e detenzione di materiale pedopornografico.
Il gup ha ritenuto non sussistere il reato di favoreggiamento dell’induzione alla prostituzione minorile, riqualificato nell’originaria imputazione di violenza sessuale relativa al filone processuale principale, sentenza passata in giudicato: Prisco, quindi, è stato condannato a quattro mesi di reclusione con provvisionale di 3 mila euro. Il difensore, l’avvocato Alessandra Nava, ritiene si tratti, quindi, di un processo bis per il medesimo reato, pertanto conta di azzerare, nel grado successivo, l’aumento in continuazione.
Prisco è stato invece assolto dall’accusa di creazione di materiale pedopornografico. La difesa ha sempre sostenuto che i file trovati nel pc al momento del sequestro, furono realizzati per mano dell’ex socio dell’imputato, che aveva in uso lo stesso computer analizzato. Quanto alla detenzione di materiale pedopornografico, il 38enne è stato condannato, in continuazione, a otto mesi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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