Presunta violenza sessuale su una trentenne, il pm chiede l’archiviazione per il calciatore Solet

Per il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Marco Panzeri, gli elementi raccolti negli ultimi mesi a carico del difensore francese dell’Udinese non sono sufficienti a sostenere un rinvio a giudizio. L’avvocato della donna, Giuseppe Brollo, si è opposto alla richiesta di archiviazione, rilanciando le accuse e chiedendo ulteriori accertamenti

Alessandro Cesare
Il francese Oumar Solet, difensore dell'Udinese
Il francese Oumar Solet, difensore dell'Udinese

Per il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Marco Panzeri, gli elementi raccolti negli ultimi mesi a carico del calciatore francese Oumar Solet, difensore dell’Udinese, non sono sufficienti a sostenere un rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di violenza sessuale. Ecco perché, nei giorni scorsi, ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico del 25enne, accusato di aver abusato di una trentenne.

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Il francese Oumar Solet

Era stata quest’ultima, lo scorso maggio, a formalizzare una denuncia ai carabinieri dopo una serata trascorsa insieme a Solet e ad alcuni suoi amici. Serata conclusasi nella camera da letto dell’appartamento del calciatore. Ma l’avvocato della donna, Giuseppe Brollo, si è opposto alla richiesta di archiviazione, rilanciando le accuse e chiedendo ulteriori accertamenti.
A questo punto il giudice per le indagini preliminari, Rossella Miele, nell’udienza in camera di consiglio già fissata per l’8 aprile, dovrà decidere se ordinare nuove indagini (indicando su cosa investigare e fissando un termine entro cui farlo), chiedere al pm di procedere con un’imputazione coatta o procedere con l’archiviazione.

Il legale del calciatore, Maurizio Conti, si è detto tranquillo: «La richiesta di archiviazione è stata particolarmente analitica – ha detto l’avvocato –. Il pm Panzeri ha preso in esame tutte le risultanze delle puntigliose indagini fatte che hanno smentito completamente i contenuti della denuncia presentata dalla ragazza».

In questa fase l’avvocato Brollo ha preferito non rilasciare dichiarazioni, limitandosi a ribadire la mancata condivisione delle valutazioni della Procura di Udine rispetto alla richiesta di archiviazione.

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