Crac del Pordenone calcio, rinviata a maggio l’udienza dell’ex presidente Mauro Lovisa
Sull’allora patron del club neroverde pendono accuse di bancarotta fraudolenta e documentale e reati tributari per omesso versamento di ritenute e di contributi

È stata rinviata al 25 maggio l’udienza preliminare davanti al gup Francesca Vortali per discutere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Pordenone nei confronti di Mauro Lovisa, l’ex presidente del vecchio Pordenone calcio su cui pendono accuse di bancarotta fraudolenta e documentale e reati tributari per omesso versamento di ritenute e di contributi.
Nella mattinata di lunedì 2 febbraio, nell’aula Trombino del palazzo di giustizia pordenonese, per l’ex patron neroverde era presente l’avvocato di fiducia Stefano Buonocore. Per la Procura, invece, la pm Monica Carraturo, che coordinò le indagini della finanza assieme all’allora procuratore capo Raffaele Tito. Per ragioni tecniche la difesa ha chiesto di rinviare l’udienza. Il gip, in accoglimento della richiesta, ha pertanto fissato come nuova data il 25 maggio. Non è escluso che la difesa possa valutare la richiesta di accedere a riti alternativi.
Lovisa, già finito a processo per un omesso versamento di Iva, in questo procedimento è l’unico indagato.
Mentre la vicenda processuale segue il suo percorso in tribunale, resta ancora senza data l’asta per rilevare le due proprietà di Lovisa, che procedono con due gare distinte e separate. Si tratta della villa di Rauscedo e dell’azienda agricola produttrice di barbatelle. Dopo il primo tentativo di vendita andato deserto, portando così alla fissazione di una nuova data con importi ribassati del 20 per cento, anche il secondo era andato a vuoto. Secondo quanto riportato sul sito d’aste online Gobireal i prezzi sono fermi all’ultima gara. Per l’abitazione, quindi, si parte da 448 mila euro, mentre per l’azienda la base è 5 milioni 840 mila euro.
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