Pordenonelegge, è subito pienone. Agrusti: «La lettura rende liberi»

Per la prima volta inaugurazione in piazza e non a teatro. Solidarietà unanime ai lavoratori dell’Electrolux. Il sindaco Basso: una città di giovani che lavora per loro

Bruno Oliveti
L'inaugurazione di Pordenonelegge
L'inaugurazione di Pordenonelegge

Lo straordinario abbraccio della città una manifestazione sempre più sentita. Che quest’anno ha un particolare profumo di eccezionalità, per l’annunciata presenza alla giornata conclusiva del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il numero e l’importanza dei quasi 700 autori che accoglie, per l’imminenza della Capitale italiana della cultura e per il momento difficile che la stessa città e il suo territorio stanno vivendo assieme ai lavoratori di Electrolux. Festa del libro e della libertà.

Anche quella di poter vivere serenamente, orgogliosi e sicuri del proprio lavoro. Il lavoro che ha reso grande Pordenone nell’economia nazionale ed europea.

Una città in festa per Pordenonelegge: soffioni, decorazioni a tema e vetrine colorate di giallo
Le vetrine colorate di giallo per Pordenonelegge

La lavatrice gialla

L’inaugurazione ufficiale per la prima a volta si è tenuta all’aperto, in piazza XX Settembre. E la gente ha accolto l’invito con entusiasmo: immediatamente riempiti i 270 posti, le presenze stimate superavano le 600: un grande successo e applausi scroscianti alla fanfara dei bersaglieri, che ha accompagnato, sulle note della celebre “Bandiera gialla”, l’alzabandiera del nuovo vessillo del festival, una stella a nove punte, come le lettere di Pordenone.

 

Il presidente della Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti, nel foyer del teatro Verdi ha svelato il prototipo della lavatrice gialla, il colore della festa del libro, ma anche del marchio Zanussi. Un elettrodomestico, ideato dallo storico designer Roberto Pezzetta e ingegnerizzato da Spm, che vuole essere un oggetto di design.

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Lo stand del Messaggero Veneto si trova in centro città, a palazzo Mantica

Il prodotto rappresenta la capacità di “fare” cose utili e anche belle di Pordenone. Terminata la kermesse, l’elettrodomestico potrebbe essere messo in mostra nella loggia del municipio: il sindaco Alessandro Basso ha già dato la sua disponibilità al riguardo. «Un’iniziativa significativa», ha detto il primo cittadino, «un simbolo di lavoro e di cultura, e della lotta di questo territorio per difendere la storia e il futuro della Zanussi e dei suoi lavoratori».

Cultura e democrazia

Agrusti è quindi salito sul palco, assieme al team del festival: la direttrice della fondazione Michela Zin, il direttore artistico Gian Mario Villalta e i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet. «Festa del libro e della libertà», è stato l’intervento del presidente, «non è uno slogan, è un’assunzione di responsabilità. La cultura non può limitarsi ad essere intrattenimento, deve tornare ad essere un esercizio di libertà nel mondo che stiamo vivendo. Qui ci sono i lavoratori dell’Electrolux: non ci può essere un’apertura di questo evento senza capire che ciò che accade oggi non solo ci vede partecipi, ma ci obbliga ad essere protagonisti ed esprimere una solidarietà attiva. Nessun potere deve avere paura dei libri. Ma ogni potere deve sapere che i libri rendono gli uomini più difficili da dominare».

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I lavoratori di Electrolux

In prima fila le istituzioni, Questore, Prefetto, le autorità civili e militari, l’assessore regionale Amirante, i consiglieri regionali pordenonesi. In platea molti lavoratori con la maglietta gialla e lo slogan “Electrolux non si spegne”. Solidarietà nei loro confronti è stata portata da tutti gli intervenuti.

Applausi in particolare per il rappresentante della Rsu Fiom di Electrolux Pietro Mancino. «Ringrazio», ha detto quest’ultimo, «la fondazione Pnlegge per l’attenzione che ha rispetto alla nostra vertenza. La multinazionale con il piano che ci ha illustrato ci consegna un sito produttivo la cui prospettiva è impregiudicato di una chiusura nel giro di un paio d’anni. Il nostro stabilimento dovrebbe gestire circa 500 possibili licenziamenti, praticamente uno su due. Electrolux rinuncia di fatto alla sua vocazione industriale e ragiona in termini puramente finanziari.

Noi non stiamo difendendo solo il nostro posto di lavoro, ma il territorio, che alla Zanussi deve molto». Anche il presidente della Camera di commercio di Udine e Pordenone Giovanni Da Pozzo ha espresso la solidarietà di tutto il mondo economico ai dipendenti della multinazionale e poi ha ricordato la genesi di Pordenonelegge, 27 anni fa, trasformatasi da una fiera del libro a un grande evento internazionale.

La pordenonesità

Il sindaco Alessandro Basso ha salutato gli “angeli” di Pnlegge «e tutti i ragazzi e ragazze che hanno invaso una città di giovani, che lavora per i giovani. Saluto le rappresentanti sindacali di Electolux perché questa terra celebra il lavoro. Se siamo capitale italiana della cultura 2027 è perché qualcuno il lavoro lo ha creato e ne ha fatto un vanto di questa terra. Pordenone è schierata per il lavoro e per la libertà. Attendo con orgoglio di ospitare il presidente Mattarella».

La “pordenonesità” è stata ben espressa anche dal deputato Emanuele Loperfido, che ha portando inoltre saluto del presidente della Camera Lorenzo Fontana e del ministro di casa Luca Ciriani. «Ho visto Pordenonelegge», ha riflettuto, «nascere e crescere assieme alla nostra città, senza dimenticare le proprie radici e le battaglie del nostro territorio. Come quella per Electrolux e per i suoi lavoratori. È importante che anche da Pordenonelegge arrivi forte questo messaggio e che le istituzioni continuino, insieme, a tenere alta l’attenzione. “Semina chi legge” è lo slogan di quest’anno. Ed è un’immagine bellissima: perché la cultura è proprio questo. Seminare conoscenza, libertà, curiosità e spirito critico».

Confronto internazionale

Il vicepresidente della Regione e assessore alla Cultura Mario Anzil ha portato il saluto del presidente Massimiliano Fedriga. «Pordenonelegge ha tanti meriti: ha elevato la città a capitale della lettura e ha contribuito al percorso verso il titolo di Capitale italiana della cultura». Il senatore spilimberghese Marco Dreosto ha concluso leggendo l’augurio del presidente Ignazio La Russa, il quale ha rimarcato il ruolo di Pordenone, che «torna a essere una città del libro delle idee, luogo di incontri tra scrittori, lettori tra generazioni ed esperienze diverse, mantenendo un forte legame con il proprio territorio e nello stesso tempo aprendosi al confronto nazionale e internazionale».

 

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