Vende un frullatore ma gli rubano 750 euro: condannato truffatore informatico

Sentenza del Tribunale di Pordenone per un raggiro avvenuto a Maniago. L'imputato dovrà scontare un anno e un mese di reclusione e risarcire i danni morali alla vittima

Giulia Soligon
Il tribunale di Pordenone
Il tribunale di Pordenone

Pubblica un annuncio online per vendere un frullatore al prezzo di 150 euro, ma alla fine è lui a rimetterci 750 euro finendo per ricaricare inconsapevolmente la Postepay del truffatore. Il raggiro online è arrivato davanti al tribunale di Pordenone, dove ieri il giudice monocratico Eugenio Pergola ha condannato Antonio Esposito, 28 anni della provincia di Napoli, a 1 anno e 1 mese di reclusione per truffa aggravata informatica. Dovrà anche pagare una multa di 370 euro.

L’imputato era difeso dall’avvocato Luigi Leonetti del foro di Cosenza ieri sostituito dalla collega Anna Tortora. Il vpo Beatrice Toffolon aveva chiesto 8 mesi di reclusione e 600 euro di multa.

Esposito è stato inoltre condannato al risarcimento di danni morali alla vittima di 45 anni, costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Fabiano Filippin. Il reato, nella nuova forma di truffa informatica, prevede pene più severe quando l’autore adotta accorgimenti per rendere difficile la propria identificazione. Il fatto risale al 20 febbraio 2022.

I carabinieri della stazione di Aviano attraverso un’articolata attività investigativa erano riusciti a individuare la Postepay su cui era stata versata la somma di 750 euro e identificare l’autore della truffa telefonica. Nel febbraio 2022 la vittima, intenzionata a vendere un frullatore da 150 euro, aveva pubblicato l’annuncio su Subito.it.

Contattato telefonicamente da un acquirente, era stato convinto a recarsi a uno sportello bancomat di Maniago dove veniva guidato nell’inserimento di alcuni codici necessari, secondo l’interlocutore, per effettuare l’accredito. Con questo metodo e attraverso una serie di pagamenti l’interlocutore era riuscito a farsi accreditare la somma di 750 euro interrompendo poi ogni comunicazione.

La vittima era già stata risarcita del danno materiale dal coimputato Hossain Liakat, originario del Bangladesh e residente a Roma, condannato nel 2024 con rito abbreviato dal gup a 4 mesi di reclusione e 200 euro di multa.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto