Nuovo stadio di Pordenone, pronto lo studio di fattibilità: l'impianto nascerà alla Comina

Presentata la prima analisi per la struttura polifunzionale dedicata a calcio, rugby ed eventi. Capienza modulare fino a 12mila posti e caccia ai partner privati

Massimo Pighin

Sui tempi di realizzazione e i costi al momento non ci sono certezze, ma il sindaco Alessandro Basso vuole concretizzare uno degli obiettivi che ha inserito tra le priorità del mandato: l’avvio del percorso per la costruzione del nuovo stadio. Il primo tassello c’è: lo studio di fattibilità è stato ultimato. L’area individuata è quella della Comina, nello specifico la zona compresa tra via Barcis, la regionale 251 e la provinciale 7 di Aviano.

Oltre che per il calcio, l’impianto sarà pensato per il rugby e per gli eventi, elemento quest’ultimo prioritario al fine di cercare di stringere accordi con realtà private interessate a compartecipare alla spesa.

Intanto, nella sala giunta del municipio, Basso ha illustrato gli elementi emersi dallo studio di fattibilità assieme all’assessore Elena Ceolin (sport); presenti anche il vicesindaco Mara Piccin, gli assessori Lidia Diomede e Mattia Tirelli, il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Loperfido, l’architetto Rinaldi, che ha seguito il percorso insieme alla struttura comunale, e i professionisti incaricati della redazione dello studio.

La capienza sarà modulare, la si potrà ampliare, cioè, in caso di necessità: 1.500, 5.000 e 12.000 posti le capacità preventivate. Molto dipenderà dal destino sportivo del Pordenone Fc, rappresentato ieri dal presidente Gian Paolo Zanotel. I campionati maggiori di calcio richiedono una capienza minima: ecco spiegata, quindi, la volontà di realizzare una struttura modulare, accompagnando l’eventuale crescita sportiva della squadra della città con un ampliamento dei posti.

Della Comina come possibile collocazione del nuovo stadio si parlava da tempo: l’amministrazione l’aveva posta in cima alla sua agenda. Basso ha precisato che anche lo studio di fattibilità è andato autonomamente in questa direzione, attraverso l’analisi della conformazione della città sotto molteplici punti di vista, non ultimo quello della viabilità. Su tempi e costi, il sindaco non si è sbilanciato.

Ha riconosciuto che saranno necessari «tempi lunghi» e che gli eventi sono «il vero contenuto del contenitore». Pordenone «ha dimostrato di essere una città attrattiva, facilmente raggiungibile e capace di accogliere appuntamenti importanti», ha sottolineato il primo cittadino. Come rimarcato da Ceolin, il sindaco, unitamente all’amministrazione, intende proseguire il lavoro volto a individuare realtà private che possano compartecipare alla spesa, che necessariamente dovrà essere sostenuta anche da finanziamenti pubblici. Ora, il percorso progettuale proseguirà con gli approfondimenti tecnici, urbanistici, ambientali ed economico-finanziari, che serviranno per definire con precisione le caratteristiche del nuovo stadio.

Attraverso queste attività, l’amministrazione comunale intende individuare la soluzione progettuale definitiva, il quadro economico dell’opera e le modalità di realizzazione. Che caratteristiche dovrà avere il nuovo stadio? L’amministrazione ribadisce che dovrà essere «moderno, efficiente, sostenibile e capace di rappresentare un investimento strategico per lo sviluppo sportivo, sociale e culturale del territorio».

«Quello di oggi è un piccolo sogno che parte, ma siamo soltanto all’inizio di un percorso lungo e complesso», ha ribadito Basso. «Il finanziamento ottenuto dalla Regione ci ha consentito di realizzare uno studio che finalmente mette a disposizione dell’amministrazione elementi oggettivi sui quali iniziare a ragionare. Ora inizia un percorso nel quale dovremo comprendere quali scenari progettuali, economici e finanziari siano realmente sostenibili, coinvolgendo partner istituzionali e valutando anche il possibile contributo dei privati».

«Oggi non presentiamo un progetto definitivo», ha aggiunto Ceolin, «e non stiamo decidendo di costruire uno stadio: presentiamo uno strumento che consente alla politica e all’amministrazione di valutare scenari differenti e compiere scelte consapevoli per il futuro della città».

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