Pordenone, il dramma della ragazza che voleva suicidarsi non ferma i bulli

Frasi indelicate nei confronti di un’altra adolescente. Il problema era già stato sollevato dai genitori in riunioni di classe

PORDENONE. Nemmeno il gesto estremo compiuto dalla dodicenne avrebbe segnato una cesura nei comportamenti tenuti dai suoi presunti aguzzini. È questo il quadro che emerge da alcune testimonianze raccolte in questi giorni e ora al vaglio degli inquirenti.

Secondo una prima ricostruzione, anche nei giorni successivi al tentato suicidio gli episodi di bullismo a scuola sarebbero continuati. In particolare sarebbe stata presa di mira un’altra ragazzina, con frasi indelicate. Un potenziale scenario che lascia sgomenti, visto che i protagonisti della vicenda sono poco più che bambini.

I genitori rimangono preoccupati
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I due fascicoli aperti dalla Procura dei minorenni di Trieste per induzione al suicidio sono ancora a carico di ignoti: non sono state ancora configurate responsabilità precise, per quanto tutti gli elementi e le testimonianze convergano a poco a poco verso un gruppo di adolescenti che spadroneggiava a scuola, tormentando le sue vittime con molestie, frasi offensive e piccoli dispetti, dallo sputo di gomme da masticare in faccia alla sparizione di quaderni, dagli apprezzamenti pesanti alle adolescenti agli scherzi telefonici anonimi.

Dalle sit gli investigatori hanno appreso che tale situazione si protraeva da tempo e sarebbe stata segnalata anche in alcune riunioni dai genitori a scuola. Ipotesi al vaglio della Procura di Pordenone, che ha aperto un’inchiesta, a carico di ignoti, per l’ipotesi di causalità omissiva per individuare le eventuali responsabilità di adulti nella vicenda.

Trattandosi di un caso delicatissimo, la procura minorile va con i piedi di piombo. Nel caso in cui i responsabili fossero minori di 14 anni e dunque non imputabili sotto il profilo penale, scatterebbero nei loro riguardi misure di sicurezza.

Intanto proseguono le audizioni delle persone informate sui fatti in Questura, che sta acquisendo le sommarie informazioni testimoniali di professori, genitori dei compagni di classe della dodicenne, rappresentanti di classe e alunni (sentiti in forma protetta).

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