I genitori rimangono preoccupati
PORDENONE. Il ritorno alla normalità, alla media Centro storico, non è un percorso facile. Il bullismo resta al centro del dibattito tra le famiglie e l’indagine avviata sul dramma della dodicenne di Pordenone continua a tenere desta l’attenzione sulla vicenda.
In primo piano rimane la preoccupazione per la ragazzina che si è gettata dalla finestra di casa per sfuggire alle pressioni psicologiche di alcuni studenti dell’istituto. Poi c’è la voglia di guardare avanti.
«Tante mamme sono disorientate e temono un possibile effetto emulativo – hanno dichiarato dallo sportello dell’associazione Genitori democratici Sonia D’Aniello e Cristina Zanette –. Ci hanno chiesto incontri sul bullismo e sul cyber bullismo: partiranno a metà febbraio a Pordenone e varranno naturalmente per tutte le scuole dei quattro istituti comprensivi urbani: il fenomeno va affrontato a tutto campo».
Massimo riserbo all’ex Monti in via Gozzi, dove c’è la consegna del silenzio mediatico. Si teme un calo verticale delle iscrizioni all’anno scolastico 2016-2017. Sarebbe, tuttavia, una reazione irrazionale, che non terrebbe conto della qualità dell’offerta educativa.
Intanto i dirigenti si interrogano su come contrastare le nuove forme di prevaricazione. «Non molliamo – ha confermato Giovanni Dalla Torre, che gestisce l’Isis Zanussi –. L’emergenza educativa va affrontata con una più salda alleanza tra scuola e famiglie».
Il numero uno della scuola regionale Pietro Biasiol ha, intanto, fatto tappa all’ex Monti e le visite ispettive del ministero dell’Istruzione hanno aperto l’istruttoria di rito per trovare risposte.
Si cercherà di chiarire se sia stato fatto tutto il possibile per prevenire il bullismo nell’istituto. Secondo dubbio: «In quante scuole – si chiedono D’Aniello e Zanette – ci sono, se ci sono, fenomeni sommersi di cyber bullismo e bullismo?».
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