Piancavallo, ricordo dei partigiani e un monito sulla vendita di armi

In una giornata di nebbia e freddo, un centinaio di avianesi è salito in Piancavallo, assieme agli ex partigiani, per celebrare il 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo. La cerimonia, organizzata dal Comune, con l’Anpi e gli alpini, ha visto la partecipazione dei carabinieri di Aviano, di rappresentanti dell’aeronautica e della guardia forestale. I discorsi del sindaco Stefano Del Cont Bernard e di Sigfrido Cescut per l’Anpi, si sono svolti davanti al monumento alla Resistenza, in uno dei luoghi, il Piancavallo, più significativi della lotta partigiana, sede del comando unificato della brigata Ippolito Nievo A di montagna, composta da garibaldini e osovani. Assieme al ricordo dei comandanti partigiani Mario Modotti “Tribuno”, Pietro Maset “Maso” e Giulio Quinto Contin “Richard” – tutti caduti prima della Liberazione – la Resistenza è stata resa attuale con il messaggio del presidente della repubblica Sergio Mattarella e proponendo alcuni profili di avianesi, partigiani e deportati nei campi di sterminio nazisti, che, dopo la Liberazione, hanno caratterizzato la vita sociale e politica di Aviano. Ricordati Luigi Gant, deportato, sindaco socialista nel 1975-’80, presidente della Comunità montana e assessore provinciale, Alessandra Formigoni, staffetta partigiana, vicesindaco comunista nel 1975-’80, assessore nel 1995-’99, amministratrice della prima Unita sanitaria locale, Giuseppe Frangipane, partigiano e deportato, medico di base e dell’Aied, Giovanni e Bruno Barzan, deportati, esponenti di primo piano della comunità di Costa, Egidio Zoratti, partigiano e deportato, presidente della Banca del Friuli.
Applaudito l’intervento del sindaco Stefanio Del Cont Bernard che ha indicato i destinatari delle vendite di armi italiane, sia in Africa sia nel Medio Oriente. «Vendiamo armi a tanti Paesi protagonisti di sanguinosi conflitti – ha osservato il primo cittadino –, ma troppi politici italiani lo ignorano e fanno di tutto per impedire di accogliere i profughi che proprio da quei conflitti cercano di scappare, rischiando di morire mentre attraversano il Mediterraneo». Infine, con l’omaggio floreale alla vicina chiesa degli alpini, sono stati ricordati i comandanti della Julia partigiani: Pietro Maset “Maso”, Mario Candotti “Barbatoni” e Luciano Pradolin “Goffredo”.
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