Perseguita una ragazzina, arrestato grazie al papà
Il papà, con una sola mossa, atterra l’uomo che da settimane sta perseguitando la figlia quindicenne e lo fa arrestare. È successo lunedì sera in città.
In carcere, con l’accusa di stalking, è finito il ventiquattrenne pakistano Najeeb Afridi, richiedente asilo, senza fissa dimora.
Lo stesso si era già reso protagonista venerdì 24 maggio di un tentativo di rapina ai danni di una tabaccaia di Tarvisio. Le aveva afferrato il braccio per indurla a lasciar andare un pacchetto di sigarette e poi, non riuscendo a prenderlo, se ne era andato dopo aver preso a calci uno degli sgabelli del negozio. Pure in quell’occasione era stato arrestato, ma successivamente, al termine della prima udienza del processo per direttissima, il giudice ne aveva disposto la liberazione.
Ecco i fatti, così come ricostruiti dalla polizia. Circa un mese fa l’adolescente udinese, in compagnia di un’amica maggiorenne, si trovava in una pizzeria e, a un certo punto, si è sentita chiedere denaro da uno sconosciuto il quale, di fronte al suo rifiuto, ha cominciato a pronunciare frasi con tono minaccioso. E quella non era la prima volta che le due giovani si sentivano seguite e tenute d’occhio da quell’individuo che poi, approfittando del fatto che le ragazze facevano più o meno sempre gli stessi percorsi, ha messo in atto quella che gli investigatori della questura hanno definito «una vera e propria escalation di atti persecutori».
Il più grave domenica di fronte alla stazione ferroviaria: quando lo straniero, nel pomeriggio, ha visto la quindicenne tra viale Europa Unita e via Roma ha spaccato la bottiglia di vetro che aveva in mano e, brandendo il coccio, le si è avvicinato, sempre inveendo. La malcapitata e la sua amica si sono rifugiate all’interno del McDonald’s, mentre lo straniero non è stato fatto entrare e si è poi allontanato.
Più tardi, al suo rientro a casa, la ragazza ha raccontato tutto alla madre e al padre che l’hanno invitata, nel caso si fosse trovata di nuovo in balia di quell’uomo, a chiamare immediatamente sia loro, sia le forze dell’ordine. E proprio così la quindicenne ha dovuto fare il giorno dopo quando lo ha incrociato nuovamente nei pressi delle fermata dell’autobus di viale Europa Unita. Lo straniero è salito sul suo stesso pullman ed è sceso con lei. A quel punto la ragazzina si è davvero spaventata: non è andata verso casa, per non far vedere dove abitava e ha telefonato ai genitori. La madre è arrivata quasi subito e lo sconosciuto si è avvicinato con fare aggressivo a entrambe. Proprio in quel momento è sopraggiunto il papà, è sceso dall’auto e in pochi secondi ha immobilizzato a terra il pakistano. Sono quindi arrivati anche gli agenti della Squadra volante che – coordinati dal dirigente Francesco Leo – hanno effettuato l’arresto. Quest’ultimo provvedimento è stato convalidato dal Gip Matteo Carlisi che, accogliendo la richiesta del pm Annunziata Puglia, ha disposto il carcere. Najeeb Afridi in precedenza era già stato denunciato per furto. —
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