I cento giovani pellegrini di Udine sulle orme di San Francesco: «Esprime valori attuali»
Il viaggio dei ragazzi della diocesi attraverserà la Val Reatina. Ad accompagnarli, anche l’arcivescovo Lamba e il direttore della pastorale. Il cammino farà tappa a L’Aquila, che come il Friuli visse la prova del sisma

Un’esperienza profonda, all’insegna della condivisione e della fede, un viaggio, un cammino insieme fra visite, testimonianze ed essenzialità. Si tratta del pellegrinaggio “Reastart. Va’ e ripara” organizzato dalla pastorale giovanile diocesana, in Val Reatina, in occasione dell’800° anniversario dalla morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226, e per ricordare il 50° anniversario del terremoto del Friuli.
Sono cento i giovani partecipanti della diocesi di Udine, di dodici parrocchie e collaborazioni pastorali, che, stamattina sono partiti, carichi di entusiasmo, dal parcheggio dello stadio Friuli per approfondire la figura e le tappe ripercorse dal Santo durante la sua vita. I ragazzi saranno accompagnati dall’arcivescovo monsignor Riccardo Lamba, già a Rieti, il direttore della pastorale giovanile, don Daniele Morettin e altri quattro sacerdoti, padre Johnny Morgany, don Christian Marchica, don Alessandro Fontaine e don Raymond Darkwah.
Pochi minuti prima della partenza, la benedizione da parte di monsignor Don Dino Bressan, vicario generale dell’arcidiocesi udinese, il quale, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto loro: «Scoprirete un Santo particolare, grande e umilissimo, Francesco d’Assisi. La Chiesa ha bisogno di giovani, come voi, capaci di portare un terremoto spirituale e di fede». Don Daniele Morettin, direttore della pastorale giovanile, ha spiegato, che «nel pellegrinaggio, a Rieti, vivremo quattro tappe del cammino di San Francesco, che hanno un grande significato anche per noi oggi, e visiteremo alcuni luoghi che sono testimonianza di vita e rinascita».
Tra gli incontri è previsto quello con la comunità di Mondo X, realtà che accompagna persone segnate da dipendenze e altre fragilità. Il cammino farà poi tappa a L’Aquila, dove i ragazzi incontreranno la pastorale giovanile locale: sarà un’occasione per condividere e ascoltare la testimonianza di coloro che, come qui in Friuli, più recentemente hanno vissuto il dramma di un terremoto, e riflettere su come si possa ricominciare.
A pochi minuti dalla partenza, prima di salire in corriera si percepiva un grande emozione da parte ragazzi. «Lo scorso anno ero stato a Roma per il Giubileo, e anche oggi sono molto felice di fare questa esperienza sui passi di San Francesco che ci trasmette valori importanti e attuali» ha detto Pietro Perazzi, di 16 anni, della parrocchia di Palmanova. «Parto con uno spirito di fede e felicità, per riscoprire il messaggio che San Francesco mi ha trasmesso, come l’altruismo» ha riferito Gabriele Marzocchi, 15 anni, della parrocchia di San Pietro al Natisone.
Emozionatissimo anche il giovane Alessandro Tonutti, di 15 anni, della parrocchia di Campoformido: «Voglio scoprire la figura di San Francesco attraverso la spiritualità, la lode, la fratellanza, la vicinanza con la natura, valori da applicare nella quotidianità, per ricostruire nella speranza». «Non vedo l’ora di condividere questa esperienza con i miei coetanei e ripercorrere i passi di San Francesco, del quale mi colpisce l’umiltà e il fatto che abbia condotto l’intera vita in povertà» ha detto Christian Del Zotto, di 14 anni, della parrocchia di Martignacco.
Don Christian Marchica, della parrocchia di Mortegliano, uno degli accompagnatori dei giovani, ha rimarcato l’importanza di questa esperienza per la coincidenza fra i due anniversari, che accomuna lo spirito di ricostruzione di San Francesco e quello dei friulani, dopo il sisma del 76. «Voglio approfondire la storia di un Santo che amava il contatto con la natura e con gli alberi», ha spiegato Davide De Din, 17 anni, della parrocchia di Rivignano. Una partenza carica di gioia anche per il catechista Matteo Comuzzi, ventenne, della parrocchia di Rivignano: «La finalità di questo viaggio è far conoscere ai ragazzi la storia di San Francesco, ancora attule e utile a capire il mondo in cui viviamo».
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