Italia e Slovenia insieme per il futuro della montagna: a palazzo comunale il convegno “Abitare il confine”

Ater Udine, Riserva MaB Unesco e Comune di Venzone promosso un confronto transfrontaliero tra prevenzione dei rischi, ricostruzione post-terremoto e politiche per la casa

Il tavolo a Venzone
Il tavolo a Venzone

Le mura storiche del borgo che è fiore all’occhiello della ricostruzione sono tornate ancora una volta protagoniste, accogliendo un laboratorio che ha messo insieme memoria, ricostruzione e futuro, con protagonisti dalle lingue diverse ma dagli obiettivi comuni.

A Venzone in mattinata si è tenuto infatti nel palazzo comunale il convegno “Abitare il confine – Il paesaggio insegna”, promosso da Ater Udine, riserva della Biosfera transfrontaliera MaB Unesco Alpi Giulie e Comune di Venzone. Una giornata di confronto tra Italia e Slovenia che a partire dalle Alpi Giulie ha permesso di affrontare alcune delle grandi questioni che riguardano oggi i territori montani: la conoscenza e la tutela del paesaggio, la prevenzione del rischio, la memoria e la ricostruzione dopo i terremoti e, soprattutto, il futuro delle comunità alpine e del loro abitare. La nostra regione, in particolare, condivide con la Slovenia un ambiente e una storia che non si fermano al confine amministrativo.

“Abitare il confine”, la montagna diventa laboratorio di memoria a Venzone

Da qui la scelta di mettere attorno allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni, parchi, università, professionisti e realtà dell’abitare dei due Paesi. «Le Alpi Giulie sono un patrimonio comune – ha spiegato nell’occasione la presidente di Ater Udine Vanessa Colosetti –, che ci chiedono di guardare alla montagna non soltanto come a un territorio fragile, ma come a un luogo nel quale costruire nuove opportunità di vita e di comunità».

A seguito dei saluti iniziali della stessa Colosetti e del sindaco di Venzone Mauro Valent, sono seguite le tre sessioni mirate del mattino. La prima si è concentrata sulla capacità di leggere il territorio come strumento di conoscenza e prevenzione, «le Alpi Giulie sono un territorio che il confine amministrativo non può dividere – ha spiegato nel suo intervento Anna Micelli, presidente dell’Ente parco naturale delle Prealpi Giulie – «il confronto con il Parco nazionale del Triglav nasce proprio da questa consapevolezza». A seguire esperti sloveni e italiani hanno messo a confronto le esperienza vissute dai territori confinanti nel terremoto del Friuli del 1976 e in quello di Bovec del 1998 per la moderazione di Lorenzo Puzzi, direttore di Ater Udine e di Ater Pordenone.

Sul tema è intervenuto anche Valent, che è tornato sul valore di «mettere a disposizione di tutti una storia che appartiene alla nostra comunità». La terza sessione ha permesso di affrontare le sfide per abitare la montagna, con contributi dedicati alla trasformazione dei territori alpini, allo spopolamento e al ruolo delle politiche abitative.

In chiusura di mattinata l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha tratto le somme delle scelte precise dell’amministrazione Fedriga in chiave abitativa, sottolineato come «la nostra regione ha nel policentrismo un elemento centrale della propria organizzazione territoriale. L’obiettivo è creare le condizioni perché le persone possano continuare a vivere in tutti i nostri 215 Comuni e perché nuovi abitanti possano scegliere anche i centri più piccoli». Nella sessione speciale del pomeriggio si sono succeduti interventi mirati sui temi della sicurezza e della cultura della prevenzione, per la moderazione del condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini e i contributi tra gli altri di Natalino Gattesco, professore di tecniche delle costruzioni all’università di Trieste e in videocollegamento di Guido Bertolaso, già direttore del Dipartimento della Protezione civile.

Il dialogo internazionale sul tema è quindi solo all’inizio, con la speranza di applicare presto sul campo le buone pratiche al centro del dibattito.

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