Parte il recupero dell’istruzione dedicato agli “adulti”
L’opportunità di recuperare il percorso scolastico abbandonato, o non portato a termine, ma anche la possibilità di costruirsi un nuovo futuro, attraverso corsi professionalizzanti, o di integrarsi in una realtà diversa da quella d’origine, imparando innanzitutto la lingua. Offre tutto questo il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) di Gorizia, che ha la sua sede centrale negli spazi dell’istituto professionale Cossar – Da Vinci di viale Virgilio e opera anche a Monfalcone e Staranzano.
Il suo compito, come chiarisce già il nome, è quello di accompagnare la crescita formativa della popolazione “adulta” del territorio isontino, dai 16 anni in poi. Da lunedì saranno ufficialmente aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, ma i numeri del centro, già negli ultimi anni, sono diventati importantissimi: gli iscritti sono complessivamente oltre duemila, e l’offerta formativa nell’ultimo anno comprendeva diversi corsi di lingua italiana e formazione civica, dodici corsi di lingue straniere, sei d’informatica e sette percorsi di recupero delle competenze previste per il primo livello d’istruzione.
Accanto ai corsi serali di recupero dell’ex licenza media vi sono corsi di istruzione e formazione personale curati in raccordo con gli enti regionali preposti (come Enfap, Ial o Ad Formandum), che si svolgono al pomeriggio e permettono ai giovani dai 15 anni di recuperare le competenze previste per il primo livello di istruzione.
Per gli adulti, invece, il ventaglio di possibilità è se possibile ancor più ampio: si va dai corsi di informatica a quelli di fotografia, dalle lingue straniere alla sartoria, per chi volesse avvicinarsi ad un nuovo mestiere artigiano. Questa sarà una delle novità del prossimo anno scolastico, assieme ad un corso di sloveno (che si affianca a quelli di inglese e tedesco) e ad un percorso specifico sull’inglese professionale, per venire incontro alle esigenze del mondo del lavoro. Dunque da un lato il Cpia cerca di tamponare il fenomeno della dispersione scolastica, e formare giovani che non hanno avuto la possibilità di completare la loro esperienza sui banchi, e dall’altro prova a fornire a chi è in cerca di una professione gli strumenti per inserirsi (o reinserirsi) nel mondo del lavoro.
Ma c’è anche un terzo ambito di intervento dell’istituto. Quello che porta all’inclusione. Se il Cpia si occupa anche di istruzione carceraria (con corsi di italiano, inglese, informatica, scienze e lettere), i numerosi corsi di alfabetizzazione, che includono anche sessioni di formazione civica e preparano al test per l’ottenimento del permesso per i soggiornanti di lungo periodo, hanno infatti lo scopo di favorire l’integrazione e l’inserimento dei cosiddetti “nuovi Italiani” nel tessuto socioculturale del nostro territorio, veicolando cultura e valori attraverso l’apprendimento della lingua.
Per questi corsi, peraltro, il Cpia di Gorizia si avvale della collaborazione delle autorità locali, Prefettura in primis, ma anche dei centri di accoglienza, delle cooperative e delle associazioni di volontariato. Tali corsi prevedono una stretta collaborazione del Cpia di Gorizia con le autorità locali, in primo luogo la Prefettura, ma anche centri di accoglienza, cooperative a associazioni di volontariato. Nell’anno scolastico che si sta concludendo gli alunni stranieri del Cpia sono 428, provenienti da 48 Paesi diversi e da tutti i cinque continenti. I più numerosi sono i pakistani (153), seguiti da afghani (39), kosovari (32) e marocchini (26). —
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