Omicidio Ruoso, Loriano Bedin resta in carcere: il Gip convalida il fermo del reo confesso
L'ex collaboratore tecnico di TelePordenone ha ucciso l'imprenditore con una spranga di ferro. Movente economico dietro il delitto di Porcia: l'indagato si avvale della facoltà di non rispondere. L’avvocato del 67enne: «Parlerò con il mio assistito in merito a un ricorso al Riesame»

Il Gip del Tribunale di Pordenone ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di Loriano Bedin, 67 anni, reo confesso dell'omicidio dell'imprenditore Mario Ruoso, 87 anni, storico patron dell'emittente TelePordenone. Bedin è accusato di aver aggredito l'imprenditore nel suo attico a Porcia colpendolo più volte alla testa con una spranga di ferro, provocandone la morte.
«Eravamo preparati all’evenienza», ha riferito nella giornata di lunedì 9 marzo l’avvocato Giorgio Mazzuccato, spiegando che in sede di udienza «sulla convalida del fermo mi ero rimesso alla richiesta della Procura, mentre sulla misura ritenevo idonea la detenzione domiciliare con braccialetto a garantire le esigenze cautelari».
Ora l’alternativa da percorrere per tentare di ottenere una misura meno afflittiva rispetto al carcere è quella del ricorso al Riesame. «È un’eventualità - afferma Mazzuccato - Ma ne devo parlare anche con il mio assistito e valutare i pro e contro dell’azione».
Dopo il delitto l'uomo avrebbe cercato di far sparire le prove, gettando l'arma in un corso d'acqua e disfacendosi degli abiti sporchi di sangue.
Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe riconducibile a contrasti di natura economica tra i due. Bedin, per anni collaboratore tecnico dell' emittente televisiva fondata da Ruoso, avrebbe maturato un forte risentimento nei confronti dell' imprenditore dopo aver assunto ruoli amministrativi nella società radiotelevisiva, che dal 2024 è in liquidazione.
Nel corso dell'udienza di convalida l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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