Omicidio Ruoso, l’addio all’imprenditore senza il suo “mondo”: la famiglia dice no alle telecamere

Domenica sera, 15 marzo, la veglia, lunedì si terranno i funerali del patron di Telepordenone ucciso brutalmente a 87 anni dal suo storico collaboratore

Giulia Soligon

Lunedì sarà il giorno dell’addio al patron di Telepordenone Mario Ruoso, ma l’ultimo saluto sarà senza il suo mondo, quello della comunicazione. I familiari hanno espresso il desiderio di vivere in intimità il momento del commiato. Non sarà un funerale in forma privata, ma i giornalisti sono invitati a non partecipare con telecamere e macchine fotografiche e non usare telefonini e altri dispositivi elettronici nella chiesa arcipretale di Vigonovo a Fontanafredda, dove alle 14.30 saranno celebrate le esequie.

Omicidio Ruoso, la difesa di Bedin nell’appartamento: «Così potremo ricostruire l’accaduto»
Fiori e candele per Mario Ruoso

Un «viaggio di lutto e ricordo», è il messaggio lasciato nell’epigrafe dai suoi cari. In base a tali disposizioni i media non potranno entrare all’interno della chiesa per realizzare foto e video sia durante la veglia di preghiera, che sarà recitata domenica sera alle 19, tantomeno durante la cerimonia funebre e la sepoltura in cimitero. Lunedì il feretro giungerà nella chiesa dalla Casa degli angeli di Sacile e, dopo la celebrazione, proseguirà per la tumulazione.

La Procura della Repubblica nel disporre il nulla osta per il rilascio della salma ha vietato la cremazione. Si tratta di misura preventiva nel caso in cui dovesse essere necessario integrare le indagini con ulteriori accertamenti sul corpo rispetto a quanto già fatto e raccolto sinora nel corso dell’autopsia eseguita dal medico legale Antonello Cirnelli. Un epilogo, dunque, che si appresta a essere scritto lontano dagli occhi di quel mondo fatto di cineprese e informazione che ha accompagnato la vita di Mario Ruoso, che prima dell’oscuramento e della liquidazione giudiziale di Telepordenone si era definito «il più vecchio editore televisivo in Italia, l’unico personalmente alla guida di una tv locale da ben 46 anni».

Ruoso e Bedin, da grandi amici a nemici uniti alla fine solo dai debiti
Mario Ruoso e Loriano Bedin (cerchiati) durante una festa nel 2019

La tragica scomparsa del cavaliere ha scosso tutta la comunità cittadina, non solo pordenonese. Se il Garage Venezia era una vera istituzione in città, Telepordenone lo era un po’ in tutta la regione e anche nel Veneto orientale. La cerimonia di domani sarà l’occasione per il suo mondo di stringersi vicino alla figlia Antonietta, al fratello Lino e a tutti i familiari del cavaliere. Lasciando però che tutto rimanga nell’intimo e non negli archivi di tv, giornali e siti internet.

Otto colpi di spranga per uccidere Ruoso, l'autopsia conferma la ferocia: «Non è stato un raptus»
Mario Ruoso e Loriano Bedin, cerchiati, durante una festa di Telepordenone nel 2019.

Nel frattempo prosegue il lavoro degli inquirenti per chiarire i contorni del delitto di Porcia, confessato da Loriano Bedin, l’ex braccio destro di Ruoso, ora in custodia cautelare in carcere come disposto dal gip nell’udienza di convalida. La polizia scientifica di Padova, intervenuta il pomeriggio della scoperta del cadavere al settimo piano del condominio Brentella, è ora concentrata nella repertazione del materiale prelevato dalla scena del crimine. A insistere sulla necessità di chiarire alcuni aspetti è l’avvocato difensore di Bedin, Giorgio Mazzuccato, che ha ottenuto l’autorizzazione ad accedere all’appartamento di Ruoso. Nei prossimi giorni verrà fatto un sopralluogo.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto