Omicidio di Nadia, consegnata in Regione la petizione contro i domiciliari di Mazzega: raccolte oltre 16mila firme

TRIESTE. «Nadia non c'era più, la giustizia prendeva decisioni che non potevamo né capire né condividere, così non potevamo starcene con le mani in mano. Siamo andati per le strade, per le piazze, per i mercati e abbiamo raccolto queste firme per la petizione che qui presentiamo, ma ci muoveremo anche a livello nazionale per chiedere la revisione dell'attuale sistema delle misure cautelari: per Nadia, per le vittime come lei, perché non siano dimenticate, perché non si ripeta».
È stata presentata così al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, da un gruppo di giovani amici di Nadia Orlando, la ventunenne di Dignano assassinata lo scorso 31 luglio, la petizione di oltre 16.700 persone contro la concessione degli arresti domiciliari all'ex fidanzato che l'aveva uccisa, consegnandosi poi alla polizia. Presenti il papà e la mamma della giovane, hanno ricevuto la petizione il presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop, e altri consiglieri.
«Siamo di fronte a una petizione che testimonia la grande partecipazione popolare - ha affermato Iacop - anche se ciò che chiede non è di stretta competenza del Consiglio regionale, ma di un organo che ha valutato l'applicazione di misure cautelative di un certo tipo per un crimine efferato. Dobbiamo quindi inquadrare la petizione in questo contesto, ma vi posso assicurare che faremo immediatamente tutto ciò che è in nostro potere affinché questo atto abbia il massimo della pubblicità, del seguito, della forza nelle sedi opportune».
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«Il nostro impegno, quello della Commissione pari opportunità, quello del Garante regionale dei diritti delle persone, organi che fanno capo al Consiglio regionale - ha aggiunto Iacop - è di lavorare, e lo stiamo facendo da tempo e con tanto impegno, per creare nella società una cultura del rispetto verso le donne, perché il dato dei femminicidi è preoccupante, nel nostro Paese ne registriamo uno ogni due giorni. Porteremo avanti con determinazione il nostro impegno nei confronti di questa petizione - ha concluso - e moltiplicheremo le nostre azioni verso la società, in particolare verso i giovani che domani, con i loro comportamenti, le loro sensibilità, determineranno il vivere sociale. Chiediamo l'aiuto di tutti per ottenere i risultati che auspichiamo».
Per la consigliera Ilaria Dal Zovo «questo episodio ha segnato profondamente tutto il Friuli Venezia Giulia. Come Consiglio regionale non rimarremo indifferenti né in silenzio. I numeri dei femminicidi sono in crescita, dobbiamo trovare il modo per arginare questo fenomeno». Solidarietà alla famiglia che sta affrontando questa situazione con estrema dignità è stata infine espressa dalla consigliera Barbara Zilli, che ha ricordato di aver presentato un voto alle Camere sul tema, già condiviso da alcuni colleghi, con la speranza che possa essere discusso quanto prima dall'Aula e che possa ottenere il più largo consenso.
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