Omicidio di Capodanno, condanna ridotta in appello: 21 anni e sei mesi a Dipre Vasquez

In primo grado era stato condannato a 27 anni di reclusione, la Corte d’assise ha ritenuto di non tenere conto della recidiva. Il legale ha annunciato il ricorso in Cassazione

Alessandro Cesare
Anderson Vasquez Dipre
Anderson Vasquez Dipre

È stata ridotta in appello la condanna al 37enne Anderson Dipre Vasquez per la morte di Ezechiele Mendoza Gutierrez, suo connazionale di trentuno anni. Dai 27 anni e 4 mesi inflitti in primo grado la pena è stata rideterminata in 21 anni e 6 mesi in secondo grado.

La Corte d’assise d’appello di Trieste ha ritenuto di non tenere conto della circostanza aggravante della recidiva. I giudici, infine, hanno riconosciuto una provvisionale per le parti civili: 250 mila euro per la mamma della vittima, 200 mila euro per il papà.

Il nodo imputazione

Dipre Vasquez si è visto ridurre da 24 a 21 anni la condanna per il reato di omicidio volontario, da 3 a 2 anni quello di evasione. Il suo legale, Emanuele Sergo, nell’appellare la sentenza di primo grado, aveva chiesto di riqualificare il reato in omicidio preterintenzionale, non essendo stato, a suo dire, volontario il gesto con cui il trentasettenne colpì alla gola con un coccio di vetro Ezechiele.

«È stato accolto uno dei nostri motivi di appello, quello relativo alla recidiva, e così la pena è stata rideterminata», ha chiarito Sergo. «Non gli altri due, relativi alla volontarietà del gesto e alla mancata riduzione della pena prevista dal rito abbreviato vista la non integrazione dell’aggravante dei futili motivi. Per questo ricorreremo in Cassazione».

A presentare appello era stata anche la Procura di Udine, ma per chiedere un inasprimento della pena. Il pm Elisa Calligaris aveva auspicato una condanna all’ergastolo con il riconoscimento dell’aggravante dei futili motivi.

Le parti civili

Accolti anche i motivi di appello delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Roberto Mete e Luca Umana. «Sulla riduzione pena», ha affermato Mete, «non c’è molto da dire in quanto la Corte ha semplicemente ritenuto di non applicare la recidiva. Siamo sicuramente soddisfatti della concessione della provvisionale, che era oggetto di uno dei motivi di appello delle parti civili. E ciò a prescindere dalla solvibilità dell’imputato».

Queste le parole di Umana: «Attendiamo le motivazioni dei giudice per capire le ragioni della rideterminazione della pena. Da parte nostra è certamente positivo il fatto che sia stata riconosciuta una provvisionale, circostanza non avvenuta con i giudici di primo grado».

I fatti

Per i giudici di primo grado Anderson Dipre Vasquez uccise in maniera volontaria il connazionale dominicano Ezechiele Mendoza Gutierrez colpendolo con un bicchiere di vetro in seguito a una mossa repentina tale da impedire ogni possibile reazione. «La condotta omicidiaria, in particolare, sarebbe consistita nel porre la mano sinistra sulla nuca della vittima prima di sferrarle un violento fendente al collo, impugnando l’arma bianca con la destra e imprimendo al braccio un moto semicircolare molto rapido, dall’esterno all’interno, tale da determinare una lesione a decorso orizzontale di circa 10 centimetri e tanto profonda da recidere i piani anatomici del collo».

Il fatto di sangue si consumò poco dopo l’alba del primo gennaio 2024 nel locale Laghetto Alcione di Udine. «Il movimento disgiunto con il quale dapprima tirò verso di sé il collo della vittima afferrandolo con la mano sinistra per poi colpirlo con moto semicircolare del braccio destro appare anzitutto espressivo di una volontà lesiva, e non di una mera finalità di allontanamento. Il colpo fu sferrato non verso un braccio o una gamba, ma in una zona del corpo altamente vitale».

Per i giudici di primo grado «Dipre Anderson aveva la consapevole volontà di colpire l’avversario con conseguenze potenzialmente letali», dimostrando «una perfetta lucidità nel pianificare un’azione aggressiva che avrebbe certamente provocato effetti mortali». Lucidità manifestata anche nelle fasi di allontanamento dal Laghetto Alcione.

I giudici, riconoscendo l’aggravante dell’evasione, hanno invece escluso quelle dei futili motivi e della minorata difesa, con il riconoscimento della recidiva: visti i suoi precedenti il 37enne avrebbe «un’inclinazione a delinquere». Una posizione non condivisa in appello, con i giudici che hanno ritenuto di non tenere in considerazione la recidiva.

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