Oltre cento vittime da inizio epidemia in provincia di Pordenone, aumentano i contagi tra gli operatori sanitari

Due decessi nelle ultime ore a Valvasone Arzene e in città

PORDENONE. Ha superato quota 100 il numero dei decessi da Covid-19 in provincia dall’inizio della pandemia. Ieri la Regione ha comunicato la morte di un uomo di 70 anni all’ospedale di Pordenone, mentre un altra persona è deceduta nello stesso reparto nel tardo pomeriggio. I positivi, da inizio epidemia, sono oltre 2 mila 500.

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Due vittime
Il centesimo decesso legato al Sars-Cov-2 in provincia di Pordenone è stato quello di Walter Rossi, classe 1950. L’uomo era nato a Milano, ma si era trasferito con la famiglia ad Azzano Decimo. Nella vita era stato un tecnico della rete telefonica. Da alcuni anni viveva alla casa albergo Colledani Bullian di Valvasone Arzene per anziani autosufficienti.

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Soffriva di altre patologie ed era stato ricoverato nel reparto di medicina dell’ospedale di San Vito al Tagliamento. All’ingresso nel nosocomio il tampone aveva dato esito negativo. Nei giorni successivi era stato sottoposto nuovamente a test ed era risultato positivo. Era stato trasferito all’ospedale di Pordenone nel reparto Covid, dove le sue condizioni sono peggiorate negli ultimi giorni fino al decesso. Ieri nel tardo pomeriggio è mancato anche un altro uomo di Pordenone nel reparto Covid, di cui non sono ancora state rese note le generalità.

In ospedale
Sono cominciate le operazioni per aprire la seconda medicina dell’ospedale di Pordenone ai pazienti Covid con altri 47 posti a disposizione. Ieri risultavano 7 pazienti in terapia intensiva e 70 pazienti tra il reparto di medicina, la terza, e pneumologia.

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Medici e tamponi
Veri e propri “drive-in” sono organizzati da un gruppo di medici di medicina generale della provincia di Pordenone con test rapidi. «Con una trentina di colleghi – ha detto il presidente dell’ordine dei medici e degli odontoiatri Guido Lucchini, medico di medicina generale – abbiamo acquistato kit con i test antigienici rapidi. Quando un paziente presenta sintomi sospetti li sottoponiamo al test e se è positivo lo segnaliamo al dipartimento di prevenzione che poi procederà con il test molecolare.

Per evitare di contaminare i nostri studi – ha proseguito – queste operazioni le facciamo all’aria aperta, nei parcheggi o in strada. Il paziente arriva, ci chiama, noi ci dotiamo dei dispositivi di protezione individuale e li sottoponiamo a tampone». Sorgono, quindi, tanti drive in improvvisati e temporanei in provincia, in assoluta sicurezza. Questo consente di individuare subito i positivi e isolarli. Per il distretto nord, invece, i medici di medicina generale possono inviare i pazienti direttamente al punto di prelievo all’ospedale, senza passare dal dipartimento di prevenzione.



Nuovi contagi
Sono (da inizio epidemia) 2 mila 594, con un aumento di 164 casi rispetto al giorno precedente. All’ospedale di San Vito al Tagliamento sono risultati contagiati un infermiere e un operatore socio sanitario del reparto di medicina. Il reparto riaprirà oggi ai nuovi ricoveri solo in un’ala, mentre l’altra sarà sottoposta domani a sanificazione. Positivi anche due operatori sanitari della casa di riposo di Spilimbergo, mentre i test effettuati sugli ospiti non hanno evidenziato nuovi contagi. Secondo il dato complessivo della Regione all’AsFo (Azienda sanitaria Friuli occidentale) risultavano positivi ieri un medico, quattro infermieri, due oss, un operatore tecnico e un collaboratore amministrativo

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