Olio combustibile nel fossato, il Comune vuol farsi rimborsare
Olio combustibile in un fossato tra Cinque Strade e Corva: non si è ancora conclusa la vicenda che ha preso le mosse a febbraio 2011 e, in relazione alle operazioni di bonifica, ha comportato un costo di 130 mila euro per il Comune. Le spese di smaltimento rappresentano ancora oggi l’oggetto del contendere. Dopo avere ottenuto un parziale ristoro, il municipio ha tentato di recuperare l’intera cifra attraverso una negoziazione assistita, che però ha dato esito negativo. Quindi il Comune, al fine di quantificare l’esatto ammontare del danno per l’ente, ha avviato un’azione giudiziaria attraverso un ricorso per accertamento tecnico preventivo, nominando un proprio consulente, e lo stesso ha fatto il giudice: attualmente si attende la conclusione della perizia dell’esperto individuato dal tribunale.
«Decidendo di procedere con ricorso per accertamento tecnico preventivo – afferma Roberta De Simone, assessore agli affari legali – abbiamo scelto la strada che poteva tutelare maggiormente l’ente locale. A conclusione dell’accertamento tecnico preventivo l’amministrazione valuterà quale strada percorrere». Le ipotesi principali sono due: avviare una nuova negoziazione assistita o intentare una causa. De Simone ripercorre le tappe della vicenda. «Il 22 febbraio 2011 – spiega – era stato accertato, nel tratto di strada compreso tra l’abitato di Cinque Strade e quello di Corva, un fenomeno di inquinamento ambientale dovuto alla presenza di olio combustibile depositatosi nel letto del fossato: l’origine del materiale inquinante riversato nel fossato pubblico è stata ricondotta all’opificio Holzform (ora Tecnoform), situato nella zona artigianale di Corva». L’amministrazione civica aveva affidato, in via d’urgenza, l’incarico a Ispef servizi ecologici e Lorenzon fratelli relativo all’esecuzione dei lavori di bonifica ambientale: esborso complessivo da parte del Comune di circa 130 mila euro. Si era aperto «un contenzioso tra Holzform (ora Tecnoform) e amministrazione comunale – rileva De Simone –: il procedimento si era concluso con una definizione transattiva con un rimborso per l’ente locale parziale».
Successivamente, l’amministrazione aveva tentato di recuperare l’ulteriore somma attraverso una negoziazione assistita, che aveva dato esito negativo. «L’amministrazione decide allora di procedere con un’azione giudiziaria attraverso un ricorso per accertamento tecnico preventivo, al fine di poter quantificare l’esatto ammontare del danno per l’ente. Il Comune ha nominato il proprio consulente tecnico di parte, che ha redatto la sua perizia, sulla base della quale il legale dell’amministrazione ha depositato ricorso in Atp (Accertamento tecnico preventivo) – conclude l’assessore –. Il giudice in udienza ha nominato il suo consulente, che ha cominciato le operazioni peritali a metà maggio. Attualmente siamo in attesa della loro conclusioni». —
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