Oggi l’ultima campanella: Mario Ongaro in pensione

Cordenons: il sindaco lascia l’insegnamento dopo 42 anni di servizio «Al primo posto il benessere degli alunni, credo di aver fatto un buon lavoro»
Di Milena Bidinost

CORDENONS. Oggi alle 13 alla elementare De Amicis suonerà l’ultima campanella anche per il maestro Mario Ongaro, già assessore per la Lega Nord e ora sindaco leghista della città dal 2011. Ongaro lascia la cattedra dopo 42 anni di lavoro. Dal 1º settembre sarà in pensione, ma, dice lui stesso: «Per me l’ultimo vero giorno di lavoro è domani quando saluterò i bambini». Nato a Cordenons il 18 giugno del 1952, la prossima settimana compirà 63 anni. Dal 1982 ha insegnato italiano alla De Amicis.

Sindaco, un traguardo importante.

«Lo raggiungo con serenità. La scuola, i bambini e le famiglie mi hanno dato tanto e ringrazio tutti. Ora però mi dedicherò alle altre passioni che da sempre coltivo: la storia locale e la politica»

Quando ha iniziato a insegnare?

«Ho l’abilitazione magistrale nel 1971, in un collegio religioso di Trieste. Avrei desiderato fare l’università, ma la mia famiglia non poteva sostenermi economicamente così ho iniziato subito a lavorare».

I primi passi da maestro elementare?

«Nel settembre del 1973 la prima supplenza preruolo a Cordenons. Poi Anduins, a Castion di Zoppola e a Fagnigola di Fiume Veneto. Nel 1982 sono rientrato, alla De Amicis, di ruolo».

E ha preparato generazioni di alunni.

«Solo alla De Amicis ho accompagnato, dalla prima alla quinta, sei classi insegnando prevalentemente italiano. L’ultima classe, che saluterò, è una prima, la 1ª B.

Quarant’anni a scuola. Anni di cambiamenti...

«Ciò di cui vado orgoglioso è di essere stato, assieme alla mia collega Virginia Fabbri, deceduta alcuni anni fa, il promotore dell’introduzione del tempo pieno anche a Cordenons, dando risposta alle richieste dalle famiglie. Fu qualcosa di pionieristico per il territorio».

Didattica o benessere del bambino al primo posto?

«Indubbiamente il benessere: se un bambino sta volentieri a scuola impara più facilmente. Per questo, in collaborazione con i colleghi, ho sempre proposto agli alunni progetti di musica, l’altra mia passione. Migliaia di bambini con me hanno cantato, ballato e suonato ed è stato il modo migliore per farli stare bene».

Cosa pensa dei progetti di prevenzione all’omofobia e bullismo omofobico che stanno facendo discutere anche in città?

«Su questo mi esprimerò in consiglio comunale. Il mio discorso è già pronto, per ora non svelo nulla».

E da pensionato che farà?

«Ritornerò a fare ricerche e a scrivere saggi di storia locale. Poi c’è sempre la politica di cui sono innamorato fin da giovane, quando militavo nella sinistra estrema: la Rete, Radicvali, Pci. Finché, deluso dal compromesso storico Pci-Dc, mi avvicinai alla Lega, nei primi anni Novanta. Di quel partito condividevo soprattutto il tema dell’identità dei popoli».

Amministrative 2016: si parla di una sua ricandidatura con una sua civica. Dunque sarà divorzio con la Lega Nord?

«Non dico nulla, è troppo presto. È tuttavia risaputo che su alcuni punti in questi anni non siamo stati in sintonia».

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