Noncello, nasce la società per far “Vivere il fiume”

Progetto ambizioso per rilanciare l’area tra i ponti De Marchi e Adamo ed Eva. Oltre a Pordenone, chieste concessioni anche sull’Isonzo, in Veneto e Lombardia

PORDENONE. In tanti, troppi, ne parlano da anni: il Noncello va restituito alla città, va reso un luogo vivibile per il tempo libero, lo sport e anche la cultura. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il fiume e così c’è chi – Alberto Trevisanutto (noto ai pordenonesi per essere il titolare del Pn bar), Gian Paolo Appolonia e Tarcisio Pajer – ha pensato bene di non stare più alla finestra e di lavorare a un progetto che possa davvero diventare realtà.

L’idea. Una realtà – l’idea è nata due anni fa e ne sono seguiti studi, progetti tecnici, il coinvolgimento di nove professionisti e di aziende, la costituzione della società “Vivere il fiume” Scrl – che ora attende il completarsi dell’iter burocratico, come sempre tortuoso.

L’idea trasformerebbe 12mila metri quadri di sponde del Noncello in area destinata al tempo libero e allo svago. «Noi siamo pronti a partire – dicono i soci –, attendiamo solo le autorizzazioni».

La società. I tre fondatori, affiancati da persone giuridiche, fondi immobiliari, istituzioni e investitori, si sono inventati un’idea semplice ma innovativa: individuare aree di golena o simili, di competenza delle Regioni, che siano in posizioni strategiche rispetto ai centri abitati ma che siano inutilizzate perché non sicure o comunque non attrezzate.

La società fa richiesta di concessione – quindicinnale – presentando progetti che prevedono la bonifica e riqualificazione delle aree, nel pieno rispetto della compatibilità ambientale. L’obiettivo? Attrezzarle affinché diventino luoghi sociali (con finalità ludiche, didattiche, sportive, culturali) per metterle poi a disposizione di chi voglia organizzare eventi attraverso il sistema della cooperativa di soci (la subconcessione non è prevista invece per legge).

Le richieste. La società sta lavorando per ottenere cinque concessioni: due in Friuli Venezia Giulia (per il Noncello a Pordenone e per l’Isonzo nel goriziano), due in Veneto (una a Venezia, l’altra a Motta di Livenza) e una in Lombardia.

Progetto Noncello. L’area individuata lungo il Noncello è quella tra il ponte di Adamo ed Eva e il ponte De Marchi (di proprietà regionale), che sarebbe oggetto di interventi strutturali (per rendere accessibili a tutti i percorsi, disabili compresi), e poi attrezzata con criteri – dall’illuminazione da fonti rinnovabili all’arredo vero e proprio – di compatibilità ambientale: chioschi, rigorosamente mobili, panchine, totem e bacheche informative, tutto in materiali naturali.

L’idea è anche quella di creare, riutilizzando i vecchi pali della rete elettrica, stazioni di telecomunicazioni e meteorologioche.

Gli eventi. Nel progetto di “Vivere il fiume”, lo spazio così ripensato potrebbe ospitare eventi culturali – da Pordenonelegge a Pordenone Pensa, dalle Giornate del cinema muto a Dedica, dalla presentazione di libri a spettacoli di teatro –, attività sportive (jogging, Kajak, canoa, corsi di fitness e danza ecc.), ma anche laboratori per le scuole e corsi per le associazioni.

Non da ultimo gli eventi a tema: concerti, mercatini, degustazioni, ma anche feste di compleanno e matrimoni.

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