Nelle corsie dell’ospedale nonostante la malattia: l’infermiera Rosy Padoan è morta a 60 anni
È rimasta in servizio sino all’ultimo. Originaria di San Vito al Tagliamento, era un volto conosciuto della sanità sanvitese. Lascia il marito Pierluigi Benvenuto, sindacalista della Cgil, e due figli

A sessant’anni compiuti lo scorso 11 ottobre, si è concluso il percorso terreno di Rosangela Padoan, per tutti Rosy, infermiera da una vita e volto conosciuto della sanità sanvitese e non solo: si è spenta dopo una malattia affrontata con determinazione da novembre 2023. Accanto a lei il marito Pierluigi Benvenuto, i figli Gianmarco e Beatrice, i genitori, la famiglia, le amiche, i colleghi di un cammino professionale iniziato nel 1986 e mai interrotto.
Rosy Padoan era originaria di San Vito al Tagliamento e in questa città ha lavorato per gran parte della sua carriera: dieci anni in Medicina, poi al Centro trasfusionale, quindi al Distretto di Azzano Decimo e negli ultimi anni di nuovo nel Distretto sanvitese.
«Ci conosciamo da più di quarant’anni, dalla scuola infermieri», racconta il marito Pierluigi. Erano gli anni in cui il corso era provinciale, tre anni di formazione intensa prima che diventasse universitario. Da allora un cammino condiviso nella professione e nella vita: lui infermiere per dieci anni, poi da trent’anni impegnato come sindacalista Cgil nella sanità provinciale, lei sempre in corsia o negli ambulatori, con la stessa dedizione.
Oltre al lavoro, Rosy ha messo al centro la famiglia. «Ha dedicato il suo tempo ai figli e alla sua famiglia», dice il marito. Amava le piccole cose: curare le piante, in particolare orchidee e fiori, una passione che l’ha accompagnata anche nei mesi più difficili. Sul terrazzo di casa, da qualche tempo, arrivava un pettirosso: lei gli lasciava biscotti e cracker, un gesto diventato un rito quotidiano che riusciva a regalarle un momento di serenità anche nelle giornate più dure e sconfortanti. «Era come un piccolo amico», ricorda Pierluigi.
Le piacevano anche brevi viaggi culturali, quando possibile, occasioni per ritagliarsi spazi di scoperta e condivisione. «In questi giorni sono arrivati messaggi da tante persone», conclude il marito, segni di un affetto costruito negli anni.
I familiari ringraziano il personale dell’Oncologia di San Vito, dell’Hospice, la dottoressa Ileana Bucur e l’Adi per le cure e il sostegno ricevuti.
I funerali di Rosy saranno celebrati lunedì 2 marzo, alle 15.30, nel duomo di San Vito al Tagliamento; domani alle 19 sarà recitato il rosario di suffragio.
Di lei resta l’immagine di una donna che ha scelto di prendersi cura degli altri per mestiere e per vocazione, e che anche nei mesi più complessi ha continuato a coltivare piccoli segni di luce.
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