Nel “decreto del fare” non c’è il Fvg

Soldi per la Pedemontana veneta e la Milano-Venezia, nulla per la terza corsia. Riccardi pungola: Serracchiani trovi i fondi

UDINE. Dalla Pedemontana veneta all’asse autostradale Ragusa-Catania. Dai collegamenti ferroviari tra Piemonte e Valle d’Aosta al terzo lotto del collegamento Milano-Venezia. Nulla per il Fvg. Nel “decreto del fare” appena varato dal governo Pd-Pdl non ci sono tracce per la regione nè di soldi nè di richiami a infrastrutture fondamentali per il Paese. Eppure, solo in termini di opere pubbliche, l’esecutivo di Enrico Letta ha stanziato 3 miliardi ai quali dovrebbero corrispondere 30 mila nuovi posti di lavoro di cui, 20 mila diretti e 10 mila indiretti.

La presidente Fvg Debora Serracchiani è dal giorno della sua elezione in pressing sul governo soprattutto per ottenere una parte sostanziosa del finanziamento per realizzare la terza corsia dell’A4. E ha già assicurato che troverà le risorse, ma il momento per il Fvg non è ancora arrivato. C’è ancora tempo prima che il decreto venga convertito in legge dal parlamento e forse con l’arrivo in Aula qualcosa cambierà. Nel frattempo, però, scorre il decreto e pungola l’ex assessore alle Infrastrutture Riccardo Riccardi.

«Non leggo di un solo euro per il Fvg tra i 3 miliardi che il governo ha varato nei giorni scorsi per dare una scossa al sistema economico in crisi. Spero – afferma Riccardi – di aver capito male e comunque mi appello al lavoro che la presidente Serracchiani potrà ancora fare nei tempi che ci separano dai decreti attuativi, dalle delibere Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) e dalla conversione in legge affinchè si possano ricavare risorse anche per la nostra regione». Sollecita Riccardi, non senza malizia politica, nuove missioni a Roma.

«La presidente, tenuto conto che le recenti visite ai ministri non hanno prodotto risultati, organizzi subito – dice Riccardi – un nuovo giro di consultazioni per ottenere, come ci ha garantito nelle scorse settimane, risorse per la terza corsia della A4 e per i nodi ferroviari e gli interventi nei programmi di Rfi (Rete ferroviaria italiana) come il nodo di viale Vat a Udine, di campo Marzio, di San Polo, il raddoppio della Udine-Palmanova e la riqualificazione del nodo di Osoppo a beneficio dei traffici Cipaf (Consorzio per lo sviluppo industriale ed economico della zona pedemontana Alto Friuli).

E sarà necessario un vertice anche con l’Anas in particolare per la strada statale 54 a Cividale, per la riqualificazione dei principali nodi dei confini sloveno – Fernetti e Sant’Andrea – e per quello austriaco di Coccau. A oggi leggiamo solo di interventi in Veneto, Lazio, Abruzzo, Lombardia, Piemonte, Liguria e in altre regioni. Ci aspettiamo che da qui alle fasi attuative del decreto ricompaia anche il Fvg – conclude l’ex assessore – a beneficio di interventi strategici d’interesse dell’intero Paese».

Sono diverse le opere inserite nel “decreto del fare”. È prevista anche l’istituzione di un Fondo di 2.030 milioni, per il quadriennio 2013/17, per consentire la continuità dei cantieri in corso o per l’avvio di nuovi lavori che riguarderanno, in primis, il miglioramento della rete ferroviaria tramite interventi per la sicurezza immediatamente cantierabili per l’importo già disponibile di 300 milioni.

E poi saranno migliorati i collegamenti ferroviari tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, gli assi autostradali della Pedemontana veneta e la tangenziale esterna est di Milano e l’asse di collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento-Caltanissetta. E altro ancora. Il momento per il Fvg non è oggi. Arriverà. Se il Fvg non sarà solo regione ai confini dell’impero e se la classe dirigente saprà farsi valere a livello nazionale, perché da troppo tempo nessun esponente della regione trova spazio in ruoli cruciali, come quello di ministro o di sottosegretario.

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