Morto Giuseppe Sacile decano dei notai in città

di Elena Del Giudice
Negli ultimi anni della sua vita «parlava solo con gli occhi». Devastante era stato quell’infarto che lo aveva colpito nel gennaio 2005 e dal quale non si era mai completamente ripreso. Venerdì era stato ricoverato in ospedale per un peggioramento, e dopo due giorni di agonia è spirato domenica 14 agosto, a 90 anni, Giuseppe Salice decano dei notai pordenonesi.
Era nato il 30 giugno del ’21 e quando aveva iniziato gli studi di giurisprudenza era stato chiamato al servizio militare. Erano gli anni della seconda guerra mondiale, una guerra che gli strappò un fratello, morto in combattimento, una tragedia che lo riportò a casa, anche se per poco. Richiamato al servizio attivo, da sottotenente del 3° reggimento artiglieria della Julia, l’8 settembre ’43 era al comando del servizio di mantenimento dell’ordine pubblico a Gorizia. Non avendo ricevuto ordini superiori, diede agli artiglieri il “rompete le righe” evitando loro la cattura da parte dei tedeschi. Lui, invece, entrò nella formazione partigiana della Osoppo. Nel settembre ’44 decise di recarsi, di nascosto, a trovare i genitori sfollati a Portobuffolè, ed è lì che, a causa di una spia, venne catturato dai tedeschi. Passò tre mesi in carcere tra Pordenone e Udine, e nel dicembre dello stesso anno per lui venne disposto l’internamento in un campo di concentramento: Dachau. Il destino gli venne in soccorso: a causa del sovraffollamento, venne assegnato ad un campo di lavoro nelle vicinanze di Dachau da dove, quattro mesi dopo, riuscì a fuggire e a ritornare a casa. Conclusa la guerra, Giuseppe Salice completò gli studi nel ’47 e superò il concorso notarile nel ’52 iniziano così, ad Aviano prima e a Pordenone poi, la carriera che concluderà soltanto nel ’96 dopo 44 anni di professione. Una professione svolta con grandissimo impegno e attenzione all’innovazione, tanto che il suo fu uno dei più efficienti e importanti studi notarili del Triveneto.
Nel ’56 sposò Giovanna Scotti con la quale ebbe due figlie, Anna ed Egle. Un matrimonio lungo e felice fino al ’96, quando Giovanna morì. Nel 2000 il notaio si risposò con Maria Pia Polesel, la compagna che lo ha amorevolmente assistito negli ultimi anni, dopo che l’infarto lo aveva reso completamente invalido.
Salice coltivava da sempre una grande passione per la montagna e lo sci alpinismo, condivisa sia con la prima che con la seconda moglie. Tra i fondatori del Rotary Club di Pordenone, Salice si era anche impegnato in politica, nel Partito liberale, di cui fu consigliere comunale a Pordenone negli anni Sessanta, ed era stato anche sostenitore dell’Ana di Pordenone.
I funerali si terranno nella chiesa di San Giorgio a Pordenone probabilmente nella giornata di domani; si attende infatti il nulla osta della procura che dovrebbe essere firmato questa mattina.
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