Morto a 106 anni Romano Marchetti, decano dei partigiani d’Italia

Era anche l'ultimo rappresentante dellla giunta che guidò la libera repubblica della Carnia durante l'ultimo conflitto mondiale con sede in Ampezzo. Romano fu anche uno dei comandanti della Osoppo

TOLMEZZO. Romano Marchetti, il comandante partigiano della seconda guerra mondiale conosciuto col nome di battaglia Da Monte, è stato trovato senza vita domenica 31 marzo nel suo letto, aveva 106 anni. A fare la scoperta la sua badante quando alle 6 del mattino come al solito si è recata nella camera di Romano.

Marchetti a quell'ora era solito alzarsi per poi trascorrere, dopo colazione, qualche momento all'aria aperta nel giardino della sua casa. Negli ultimi due giorni però a causa di un malessere e del freddo mattutino Romano non di era recato al suo appuntamento consueto.

Così i suoi vicini di casa e i suoi amici non si erano preoccupati non vedendolo sulla sua sedia nel giardino.  Quando invece si è diffusa la notizia della scomparsa, la sua casa è stata meta di un continuo afflusso di persone.

Romano era il piu vecchio agronomo d'Italia e l'ultimo rappresentante della giunta che guidò la libera repubblica partigiana della Carnia durante l'ultimo conflitto mondiale, con sede in Ampezzo. Romano fu anche uno dei comandanti dei partigiani della Osoppo.

Sulla scomparsa di Marchetti va registrato il commento del sindaco di Tolmezzo, Francesco Brollo: “Se l’uomo non è libero non è uomo”, diceva Romano Marchetti e per quella libertà e indipendenza si è battuto tutta la vita dopo l’8 settembre 1943 quando divenne partigiano.

La Carnia gli deve un debito di riconoscenza immenso: fu personalità di spicco nella lotta di Liberazione, nella costituzione della Zona Libera della Carnia; intellettuale di spicco, ha insegnato l’importanza dell’autogoverno montano della Carnia ma senza chiusure identitarie, anzi in un’ottica europea, da europeista convinto.

È stato un gigante di fonte al quale ci si sente piccoli piccoli. Fino alla fine ha sempre fatto esercizi di futuro, senza mai ripiegarsi sul passato perché non smetteva di volere dare una prospettiva alla Carnia.

Mi piace ricordarlo riprendendo e modificando le parole che gli dedicai al compleanno di due anni fa: "Qualcuno ebbe il coraggio di dire ai propri soldati impauriti e smarriti dopo l’8 settembre 1943 a Vipacco: non tentate di andare al vostro reparto, tentate di andare a casa come potete.

Qualcuno ebbe il coraggio di dire sotto l’occupazione tedesca che la Carnia meritava libertà e democrazia Qualcuno ebbe il coraggio e la forza di tradurre in azioni quelle parole edificando quella perla di democrazia visionaria che fu la Repubblica Libera della Carnia nell’autunno 1944.

Qualcuno ebbe il coraggio e l’umiltà di dire: non è che mi possa vantare, l’ho fatto perché sentivo di farlo. Qualcuno ebbe il coraggio di tradurre in vita, giorno dopo giorno, ciò che giorno dopo giorno va ripetendo: o l’uomo è libero o non è uomo.

Qualcuno ebbe il coraggio di dire che solo la cultura può salvare la Carnia. Qualcuno disse che il primo arco celeste che vedi quando nasci ti resterà dentro a vita, e solo lì ti sentirai davvero a casa. Ed è per questo che si resta legati al luogo dove si nasce.

Quel qualcuno è Romano Marchetti, che quel cielo, che è poi questo cielo di Carnia sappia trasmettere a queste genti la stessa moralità, l’intelligenza, la tenacia che lei, Romano, ha saputo donare a questa terra di Carnia. Questa terra le è debitrice per le azioni che ha compiuto, le idee che ha trasmesso.

L’augurio che ci facciamo, in questa triste giornata, è di saper mandare a memoria queste sue parole, che possano illuminare ogni persona che ambisca alla libertà consapevole: “Se io so l’effetto di una mia azione sono libero, se invece non so l’effetto della mia azione non sono libero, vado a caso. La verità vi farà liberi. Se l’uomo non è libero non è uomo”.

E citando Dante: “Libertà va cercando, ch’è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta”. Non ti dimenticheremo mai Romano Marchetti, padre costituente di questa nostra amata Carnia".

Un pensiero a Marchetti è stato rivolto anche da Furio Honsell: "Esprimo le condoglianze ai familiari, ma il grande dolore di tutti gli antifascisti per la scomparsa del partigiano Romano Marchetti.

Esempio coraggioso di impegno democratico durante la lotta di Liberazione e poi nel corso di tutta la vita. Lucido e instancabile, incontrarlo e ascoltarlo è stato per tutti coloro che credono nei valori della Resistenza un'esperienza educativa che conserveremo per sempre".

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