Migranti, Fontanini scrive al ministro dell'Interno: "Chiediamo un drastico aumento dei controlli ai confini"

Il primo cittadino udinese ha scritto a Lamorgese dopo l'aumento repentino degli arrivi di richiedenti asilo

UDINE. Arrivi continui. A gruppi di dieci, quindici persone. Dopo i mesi di calma apparente, favorita dal lockdown e dal blocco granitico delle frontiere, sono ripresi gli arrivi di richiedenti asilo dalla rotta balcanica. Il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, ha preso carta e penna e inviato una lettera al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, per chiedere maggiore attenzione ai flussi in entrata dal confine orientale.

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"Le scrivo per sottoporre alla sua attenzione la grave e per certi versi inedita situazione che la città di Udine si trova a fronteggiare in questi giorni - esordisce il primo cittadino -. Sono ripresi infatti, con un’intensità preoccupante, gli arrivi dalla cosiddetta “rotta balcanica”; gruppi di decine e decine di giovani provenienti dall’Afghanistan, dal Pakistan e dal Bangladesh sono infatti ormai quotidianamente rintracciati di prima mattina dalle Forze dell’Ordine mentre camminano disordinatamente sul ciglio dell’arteria ad alto scorrimento - e senza marciapiedi - che dalla città porta in direzione sud". 

Come spiega Fontanini, "stando alle ricostruzioni effettuate delle Forze di Polizia, il modus operandi di questa tratta di migranti prevede il caricamento la “merce” umana al confine di Stato e la “consegna” a Udine, ovvero a una distanza dai valichi sufficiente a scongiurare il rischio di un ritorno in Slovenia. È evidente che ciò costituisce un grave pericolo sia per gli stessi richiedenti che per gli automobilisti". 

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"Quanto detto va a sommarsi al fatto che tale dinamica aggrava la sensazione di preoccupazione e di incertezza - testimoniata anche dalle scelte dello stesso Governo di questi giorni - relativa all’evolversi dell’epidemia, con la conseguenza di esporre la cittadinanza, della cui salute, come sindaco, sono direttamente responsabile, a nuovi e concreti rischi di contagio, oltre che di sottoporre il Sistema Sanitario Regionale, di cui i cittadini friulani sono contributori diretti, a nuove pressioni, a discapito dei residenti che pagano le tasse", prosegue il primo cittadino.

"Sono a chiederLe pertanto di prendere in considerazione l’ipotesi di un drastico potenziamento dei controlli ai confini di Stato, al fine di non lasciare sole le realtà di confine, perché anche queste hanno il diritto di vedersi tutelate e perché la debolezza dei confini coincide con la debolezza stessa dello Stato", spiega Fontanini.

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