Maxi-evasione, in 9 nei guai con Barei

Indagini chiuse su decine di fatture per circa 26 milioni di euro emesse da società vicine al commercialista e ritenute fasulle
Di Luana De Francisco
Militari della Guardia di Finanza lavorano sui faldoni che riguardano le indagini relative al mondo del Calcio, con l'obiettivo di verificare preventivamente le modalita' di tassazione Iva sulle vendite dei calciatori. Un tavolo - secondo quanto ha appreso l'Ansa - si e' aperto tra il direttore delle Entrate, Attilio Befera e i presidenti della Lega Maurizio Beretta e della Federcalcio, Giancarlo Abete. ANSA / FRANCO SILVI
Militari della Guardia di Finanza lavorano sui faldoni che riguardano le indagini relative al mondo del Calcio, con l'obiettivo di verificare preventivamente le modalita' di tassazione Iva sulle vendite dei calciatori. Un tavolo - secondo quanto ha appreso l'Ansa - si e' aperto tra il direttore delle Entrate, Attilio Befera e i presidenti della Lega Maurizio Beretta e della Federcalcio, Giancarlo Abete. ANSA / FRANCO SILVI

Tanto tuonò, che piovve. E a bagnarsi fradici, questa volta, sono stati in dieci. Allungata la lista degli indagati e aumentati anche il numero delle ipotesi di reato e la presunta entità delle imposte evase - si parla di milioni di euro -, ieri la Procura ha cominciato a notificare gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari della maxi inchiesta che, in maggio, aveva già portato all’arresto del commercialista Stefano Barei, 45 anni, di Udine, e della contabile Barbara Romanin, 49, di Tolmezzo (entrambi liberati due mesi e mezzo dopo). E che poi, a inizio dicembre, aveva visto la Guardia di Finanza procedere al sequestro di ville, appartamenti e terreni di proprietà dello stesso Barei, dell’imprenditore toscano Domenico Tomeucci, 71 anni, latitante a Santo Domingo, e di altri tre indagati, per un valore complessivo di 8 milioni di euro. Chiuso finalmente il cerchio del primo dei quattro filoni d’inchiesta aperti dal pm Marco Panzeri, ora, nel “calderone” si contano venti capi d’imputazione: tutti relativi a reati fiscali e tutti realizzati attraverso la compiacenza di società tra loro “solidali” e l’emissione di decine di fatture a cinque e sei zeri per operazioni ritenute in tutto o in parte inesistenti.

Una girandola di società. Si comincia dalle vicende legate a “Finsea Servizi all’Impresa srl”, di cui Barei e Romanin erano gli amministratori di fatto. Un capitolo assai corposo, ma dal quale il pm ha stralciato uno dei passaggi più pesanti: il trasferimento di somme dai conti Finsea a quelli personali degli indagati e, in particolare, di un transito sospetto, nel maggio 2011, di un milione di euro e di un prelievo di altri 1,4 milioni. Dopo la recente dichiarazione di fallimento della società di viale Duodo 44, la Procura intende riformulare l’originaria ipotesi di appropriazione indebita in quella di bancarotta fraudolenta. A carico di Barei, Romanin e Tomeucci, resta dunque il concorso per la presunta evasione di imposte sui redditi in relazione a dieci fatture per complessivi 5,4 milioni emesse tra il 2007 e il 2008 a una serie di srl legalmente rappresentate da Barei, di altre 12 fatture emesse tra il 2007 e il 2010 per quasi 1,4 milioni emesse ad altre otto società e agli stessi Barei e Romanin, e di una fattura da 205 mila euro emessa dalla “Fin.Data srl” di Barei e a sua volta relativa a operazioni inesistenti. Duplice, in tesi accusatoria, l’obiettivo delle operazioni: da un lato, il recupero dell’Iva e, dall’altro, l’abbattimento dell’imponibile e la conseguente evasione delle tasse.

Gli altri indagati. Identico il meccanismo contestato nei presunti casi di evasione che hanno trascinato nei guai anche Lorenzo Cossio, 44 anni, di Udine, coinvolto in qualità di legale rappresentante dell’omonima società e della “Ba.Vi.T. srl” di Lauzacco, per due fatture da 3,1 milioni di euro, e Alberto Roppa, 46, di Santa Maria la Longa, pure legale rappresentante della “Ba.Vi.T. srl”, per tre fatture per complessivi 3 milioni 342 mila euro. Nel corso delle indagini, le Fiamme gialle hanno portato a galla intrecci sospetti anche con Rosita Pittolo, 76, di Basagliapenta, legale rappresentante della “F.lli Spinelli Barrile sas”: nel mirino, la fattura da 276 mila euro emessa a favore della “Immobiliare Famiglia srl” per lavori di strordinaria manutenzione, in realtà mai eseguiti, dell’immobile di via Anton Lazzaro Moro 12/14, e quella da 780 mila euro al “Panificio Spinelli srl” per la cessione a un prezzo esorbitante di beni già di proprietà della prima.

Kursaal e Tipografia. Già noti, invece, i casi della “Kursaal srl” di Lignano e della “Tipografia srl” di via Zanussi. Per la discoteca, perquisita a fine luglio, rispondono Gianluigi Ottomeni, 42 anni, di Palmanova, amministratore unico della Kursaal e, poi, presidente delle successive gestioni (Tkc” e “Tkkc”), e Riccardo Badolato, 36, di Palazzolo dello Stella, socio e poi consigliere. L’ipotesi è che abbiano “spogliato” la srl di tutte le sue partite attive, per sottrarla al pagamento di 412.141 euro tra interessi e sanzioni per gli anni d’imposta 2005, 2006 e 2008. In concorso con il solo Barei, infine, la presunta evasione contestata a Massimo Fasano, 46 anni, di Pavia di Udine, legale rappresentante della “Fotolito Udinese srl” di viale Duodo 44. Per consentire alla Tipografia, di cui fu liquidatore dal dicembre 2009, l’evasione delle imposte, nel 2007 avrebbero emesso due finte fatture per complessivi 9 milioni 282 mila euro. Di nuovo, indicando elementi passivi fittizi per pari importo, occultando o distruggendo poi le fatture e omettendo di versare le relative imposte. A Barei sono inoltre contestati altri singoli episodi per oltre 3 milioni. Indagata, per reati simili, in concorso con Tomeucci, anche Micheline Jollet, 63 anni, di Arezzo.

Le difese. Ricevuti gli avvisi, ora i difensori avranno 20 giorni di tempo per presentare le rispettive memorie e chiedere nuovi interrogatori. Non prima, però - come ha precisato l’avvocato Maurizio Miculan, legale della Romanin - di avere esaminato gli atti del poderoso faldone. L’ultimo a tornare davanti al pm, alcuni giorni fa, era stato Barei, con i suoi legali Paolo Viezzi e Filippo Capomacchia.

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