Massaggi e prostituzione raffica di patteggiamenti per le sfruttatrici cinesi
Era considerata una delle coordinatrici della prostituzione cinese esercitata nelle case a luci rosse mascherate da centri massaggi controllate dal Friuli alla Lombardia. Ma l’operazione “Veneralia”, condotta dai carabinieri di Palmanova e culminata in 13 arresti nel marzo del 2018, aveva stroncato la sua attività e quella di tutte le connazionali che, come lei, traevano profitto dal sesso a pagamento delle frotte di ragazze fatte arrivare dalla Cina.
Nie Zhuping, 38 anni, residente a Verona, ma con interessi anche nel nordest, ha patteggiato 2 anni di reclusione e 2 mila euro di multa. Per l’applicazione, però, bisognerà attendere l’udienza del 12 settembre, quando la sua posizione sarà definita insieme a quella degli imputati coinvolti nell’altro filone in cui l’inchiesta si è divisa.
Altre sette persone hanno patteggiato davanti al gup. A tutti erano stati contestati i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, attraverso i centri massaggi di cui risultavano titolari a Pordenone, Udine, Tricesimo, Cervignano, Codroipo, Pradamano, Remanzacco in periodi compresi tra il 2012 e il 2018.
Tutti locali sequestrati dai carabinieri, nel blitz organizzato dopo mesi di pedinamenti, intercettazioni e raccolta di testimonianze.
A mettere in moto la macchina investigativa era stato un controllo stradale. Una pattuglia di Palmanova stava fermando gli automobilisti in viale Taglio, quando l’attenzione era stata attirata da un uomo che, all’uscita dal vicino centro massaggi e alla vista dei carabinieri, aveva cercato di allontanarsi inosservato.
Notato e bloccato, l’uomo aveva allora spiegato di essersi spaventato, per il timore delle conseguenze di avere appena usufruito di una prestazione sessuale a pagamento.
Le indagini sulla “mala” cinese erano cominciate da quella confessione, fino ad arrivare al sequestro dei locali e all’individuazione dei componenti dell’organizzazione di sfruttatori. —
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