L’orso fotografato nella valle del Torre
Immortalato grazie a delle “trappole” fotografiche, ovvero a contenitori con del cibo in grado di incuriosire i plantigradi che, a quel punto, si avvicinano facendo scattare dispositivi elettronici, in particolare telecamere, che li riprendono. Ed eccole le immagini dell’orso che, da qualche settimana, si aggira sulle prealpi, indifferentemente nell’area della provincia di Pordenone e di quella di Udine.
La presenza dell’orso sulle alture friulane è seguita dalla Regione attraverso il progetto Artos, ma anche con Natura2000, progetti europei che vedono la presenza dell’Università di Udine, del Corpo forestale e del Parco delle Prealpi Giulie: «Seguiamo questi animali dal 2003 - spiega Stefano Filacorda del dipartimento di scienze agrarie - e abbiamo a disposizione un sistema di videocamere disposte in certi punti dei boschi che permettono di controllare i movimenti dell’animale: abbiamo anche ricevuto l’autorizzazione per catturarne uno, mettergli il collare e successivamente poterlo controllare con una certa attenzione. Attualmente, stiamo infatti studiando come organizzare la cattura».
Recentemente pare che l’orso avvistato a Barcis e in Velcallina, si sia spostato verso la Val Torre dove avrebbe depredato un allevamento situato a Musi di Lusevera, sopra Tarcento. «Tutto è cominciato una decina di giorni fa - racconta l’allevatore Alessandro Dosma - quando l’orso ha spaventato l’asino che stava dentro il recinto elettrificato: quest'ultimo è uscito e l'orso lo ha inseguito per un centinaio di metri prima di mangiarselo. Successivamente, si è preso anche tre pecore, l'ultima delle quali è sparita nel fine settimana e non ritrovata: ma in quel caso le bestie erano al pascolo: in pratica, nel giro di pochi giorni si è mangiato 150 chili di carne».
Dalla Forestale rassicurano: «Ci teniamo a far sapere - spiega Dario Di Gallo, ispettore e comandante forestale nel tarcentino - che tutto è sotto controllo, perché i movimenti di questi animali sono appunto seguiti attentamente con la collaborazione dell'Università. Gli orsi sono onnivori ma stanno lontani dall'uomo e per quanto riguarda gli allevatori, in collaborazione con la Regione già da tempo stiamo distribuendo recinti elettrificati e appositi dissuasori per difendere i propri animali».
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