L'Inps lo manda in pensione ma lui vuole insegnare ancora: a 71 anni diventa il prof decano d'Italia

Chiumiento però non ha raggiunto i venti anni di contributi: «Non voglio lasciare la scuola, amo insegnare: chiederò la proroga per restare»

«A scuola fino a 71 anni e l’Inps mi ha dato ragione». Il professore Antonio Chiumiento l’ha avuta vinta all’Isis Sarpi a San Vito al Tagliamento e ha conquistato il record nazionale di professore decano d’Italia: ha convinto l’Inps a lasciarlo in cattedra.

«Amo la scuola e amo insegnare – ha dichiarato Chiumiento –. Non voglio pensionarmi: anzi chiederò la proroga per restare in cattedra a 72 anni. Sempre al Sarpi perché è un’ottima scuola diretta da Vittorio Borghetto e con colleghi e studenti fantastici».

Chiumiento ha spedito i documenti all’Inps dopo avere ricevuto l’avviso di pensionamento d’ufficio: a 70 anni guarda avanti e non ci pensa proprio di gettare la spugna sulla didattica. «L’Inps ha visionato i documenti spediti dai miei legali – ha spiegato il docente–. Ha constatato che non ho raggiunto venti anni di contributi. Ho cominciato a insegnare all’Itc Mattiussi nel 1968-69 e poi negli istituti privati che non mi hanno versato le contribuzioni previdenziali».

Il professore, che ha in cantiere il nuovo dossier sugli Ufo “Obiettivo non identificato”, ha ripercorso la carriera a scuola. «Sono stato nominato in ruolo nel 2016 – ha rievocato la lunga militanza nel precariato –. La corsa per la pensione di 200 docenti e bidelli nel 2019 non mi attrae. La pensione può aspettare: insegno economia aziendale all’Isis Sarpi e ho un interesse storico per gli avvistamenti di Ufo».

Tre amori, compreso quello per la moglie e un cuore che batte per il diritto al lavoro. «Ho fatto domanda per non andare in pensione nel 2019 – ha spiegato il professore –. Mi era stato comunicato che l’Inps mi riconosceva vent’anni di contributi il 31 agosto 2019 e voleva pensionarmi d’ufficio. Invece no: caso mai la pensione arriverà il 31 agosto 2020, ma non sono tanto d’accordo. L’intenzione è quella di battere tutti i record di longevità in cattedra».

I legali gli danno ragione. «Matteo Moretto di Pordenone e Daniele Liani di Udine hanno verificato la mia situazione lavorativa e previdenziale – ha aggiunto Chiumiento –. Nel 1968/1969 e 1969/1970 l’Itc Mattiussi non sembra abbia versato contributi per le mie supplenze e nemmeno gli istituti privati, anche se risultano le mie firme sul registro di classe».

Il “giallo” è sui contributi. «C’è un elenco dei contributi Inps ed ex Inpdap con servizio non conteggiabile ai fini della pensione di vecchiaia – ha concluso il professore –. Quando andrò pensione offrirò la mia esperienza professionale agli istituti privati: se ne riparla nel 2021».

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