Lignano, Pagoda senza scontrini: locale chiuso fino a sabato

Il portone attraverso cui si accede alla Pagoda da lunedì è sigillato. E lo resterà fino a domenica 25 agosto, giorno di riapertura del locale.
A imporre la chiusura della “serranda” del pontile sul mare – e del suo bar –, simbolo di Lignano Pineta, è stato un provvedimento notificato dalla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, emesso a seguito dei controlli e delle numerose segnalazioni pervenute da parte della Guardia di Finanza.
La motivazione del provvedimento di chiusura? Nell’arco degli ultimi 5 anni gli agenti della Gdf in borghese non hanno ricevuto lo scontrino per quattro volte. Ma, a pagare un conto salato a causa della mancata emissione degli scontrini, non è stata solo la struttura sull’Adriatico in concessione demaniale alla Lignano Pineta spa e gestita da Ciro e Valentino Manfredonia.
Dall’inizio della stagione estiva 2019 questo è, difatti, il decimo caso. «E altri nove sono appena stati proposti all’Agenzia delle Entrate. In più, dall’inizio del periodo vacanziero di quest’anno nella località di Lignano Sabbiadoro sono 430 in totale le violazioni contestate in materia. Per ogni singola trasgressione viene comminata una sanzione che arriva a 150 euro. Alla quarta, poi, scatta la segnalazione all’Agenzia delle Entrate e la sospensione della licenza di vendita per un periodo che va dai 3 ai 6 giorni, determinando un impatto più significativo sull’impresa», ha affermato il colonnello Sergio Schena del Comando provinciale di Udine della Guardia di Finanza.
E ha aggiunto: «A Lignano operiamo con maggiore attenzione soprattutto durante l’estate, poiché diventa una città di 300 mila persone. In questo modo garantiamo una presenza assidua in tutto il territorio, nel quale si concentrano moltissime attività economiche. Le categorie che prevalentemente trasgrediscono sono gli esercizi pubblici: si tratta specialmente dei bar rispetto ai ristoranti. Inoltre, di concerto alle altre forze dell’ordine, svolgiamo una specifica attività di contrasto all’abusivismo commerciale. Il nostro monitoraggio è costante e i controlli sono specifici. Il trend di quest’anno è normale rispetto agli scorsi».
Insomma, anche in borghese il personale delle Fiamme gialle controlla la città. E ben poco margine di azione rimane ai furbetti che cercano di lucrare sul “nero”.
«Sapevamo già dal mese di gennaio che avremmo dovuto chiudere i battenti per questo periodo, ma abbiamo cercato di fare ricorso per spostare, perlomeno, le giornate: siamo in pieno agosto e quest’anno gli introiti hanno già sofferto abbastanza a causa dell’ondata di maltempo di novembre (che ha distrutto il pontile e fatto finire frigoriferi, affettatrici e vari prodotti in mare) prima, e il brutto tempo di maggio poi.
Inoltre, i numeri dei turisti non sono più quelli degli anni passati – ha detto Valentino Manfredonia, che gestisce la Pagoda assieme al padre Ciro –. Già a fine luglio l’Agenzia delle Entrate ci ha fatto chiudere per alcuni giorni e per il medesimo motivo Fè Food, l’altro nostro locale, che si trova sul “Treno” di Pineta. E proprio mentre ha avuto luogo la “The color run”. Oltre al danno arrecato a noi, ne va dell’immagine di Lignano».
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