L’ex miniera di Cave del Predil inquina il Danubio con piombo e zinco
Accordo di programma tra lo Stato e la Regione per mettere in sicurezza i fiumi del Friuli Venezia Giulia

UDINE.
Un accordo di programma tra Regione e Stato per mettere in sicurezza i fiumi del Friuli Venezia Giulia. È quello che sta perfezionando l’assessore all’Ambiente Luca Ciriani, un accordo che conterrà risorse anche per ulteriori interventi nella cava del Predil. Le ex miniere, infatti, sono ritenute responsabili dell’inquinamento del fiume Danubio. «I lavori fatti in questi anni – spiega il Commissario Luciano Baraldo – hanno ridimensionato di molto il problema. Entro la fine di quest’anno sarà ridotto del 90 per cento».
Un patto Stato Regione per sistemare i fiumi del Friuli Venezia Giulia, protagonisti dei recenti episodi di alluvione. Grazie all’accordo di programma che l’assessore Luca Ciriani sta definendo con il Ministero dell’Ambiente - «credo che nell’arco di un paio di settimane potremo chiudere l’intesa» – saranno reperite le risorse per contrastare il rischio idrogeologico in regione. Risorse che la Regione, da sola, non potrebbe mai reperire.
La stima.
Il “conto” fatto dalla Protezione civile stima che alla regione servirebbero, per interventi strutturali e di prima emergenza, circa 300 milioni di euro. Sorvegliati speciali, tra i fiumi, ci sono Tagliamento e l’Isonzo, oltre a Meduna, Livenza, Noncello, Torre e rispettivi affluenti. Con una finanziaria che all’ambiente ha destinato complessivamente 47 milioni e 21 alla protezione civile, investimenti con risorse proprie sarebbero impensabili. Ma il Friuli Venezia Giulia non si è perso d’animo e ha aperto la sua negoziazione con lo Stato.
Il commissario.
L’accordo di programma, oltre a mettere nero su bianco compiti e interventi possibili, sancirà il bilancio a disposizione. Si parla di molte risorse, ma l’assessore Ciriani non anticipa nulla. Proprio perché lo Stato aprirà il portafoglio, intende nominare un commissario che coordini gli interventi e verifichi che i fondi siano spesi nel rispetto dell’accordo quadro.
Cave del Predil.
L’accordo comprenderà anche nuove risorse per la bonifica dell’ex complesso minerario Cave del Predil, il cui recupero è sotto tutela commissariale da quando è stata varata la legge 2 del 1999.
Le miniere di piombo e zinco furono chiuse all’inizio degli anni ’90. Famosa, nella storia del bacino estrattivo, è la galleria di Bretto, lunga più di 4 chilometri (realizzata ai primi del ’900) per permettere il deflusso delle acque di percolazione. Il tunnel collegava la valle del Rio del Lago con quella dell’Isonzo e allo stesso tempo il bacino idrografico del Danubio con quello dell’Adriatico.
Il problema dell’inquinamento del Danubio «è antico – spiega il commissario straordinario Luciano Baraldo – ma gli interventi che abbiamo fatto in questi anni sono riusciti a ridurlo di molto. La finanziaria regionale stanzia 1,5 milioni per l’impermeabilizzazione dei bacini sotterranei e questo darà una risposta importante al problema. Con il nuovo stanziamento statale, invece, sarà alzata di un metro la scogliera lunga1,2 chilometri perchè, durante le recenti alluvioni, l’acqua aveva raggiunto il limite. E’ un intervento precauzionale».
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