Le sfide dell’autunno: welfare, stipendi e scelte dell’economia
I prossimi mesi non sono all’insegna della spensieratezza, l’ha ribadito il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga

UDINE. L’economia rallenta e i mesi prossimi del calendario non sono all’insegna della spensieratezza. L’ha ribadito in una nostra intervista il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, preannunciando un autunno di sfide.
Al rientro dalle vacanze – per chi ne ha beneficiato – la brutta sorpresa (mica poi tanto sorpresa) degli aumenti in bolletta, dei rincari generalizzati, dei maggiori costi per le famiglie (inclusi i libri scolastici e la spesa), rincari che nessuno può negare tanta è l’evidenza.
Dall’autunno in salita all’inverno demografico. I tassi di denatalità ci pongono di fronte a un domani che pretende una seria riflessione. Non bastano gli slogan: le nascite sono frenate dall’incertezza generale, dai servizi che non sostengono i ritmi familiari e dagli orari del lavoro.
L’attuale modello di welfare è insostenibile con queste proiezioni. I punti cruciali del Paese e della regione sono il lavoro, l’immigrazione, il sostegno alla genitorialità e agli anziani. Economia e welfare sono strettamente legati per la tenuta sociale.
Il governo è alle prese con la manovra finanziaria e ha messo le mani avanti: non ci sono risorse o sono risicate, il superbonus ha eroso i conti. Intanto gli stipendi italiani sono fra gli ultimi in Europa: fermi e addirittura diminuiti negli ultimi trent’anni, mentre si dibatte di salario minimo caricandolo di ideali e aspettative (ancora in ritardo in confronto con gli altri paesi dell’Unione europea).
La decrescita degli stipendi si combatte non solo con il salario minimo, ma anche e soprattutto con l’incremento della produttività. Le politiche nazionali si intersecano con quelle regionali e il presidente Fedriga ha sottolineato che intende realizzare un sistema affinché le aziende credano nel futuro: «La Regione farà la sua parte». Invertire il trend: è la nuova stagione.
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