Le famiglie tirano un sospiro di sollievo: in salvo i centri estivi, in Friuli si parte dall’1 giugno

La data sarà indicata nell’ordinanza da Fedriga. L’assessore Rosolen: ieri sera sono arrivate le linee guida da Roma

UDINE. Ora tocca ai centri estivi. La Regione sta preparando le linee guida e i protocolli di sicurezza per riavviare, non appena sarà definito il quadro normativo, i servizi educativi a partire dai centri estivi. Non sono ammessi ritardi. Su questo punto il governatore, Massimiliano Fedriga, ieri, è stato chiarissimo: «Dobbiamo coniugare le esigenze lavorative delle attività produttive e quelle sociali delle persone. Lo scriverò nell’ordinanza: dall’1 giugno riapriranno i centri estivi». Il riavvio del servizio è previsto anche nel “piano per l’infanzia” consegnato dal Dipartimento della famiglia e quindi dal ministro Elena Bonetti, al Comitato tecnico scientifico (Cts) che dovrebbe licenziarlo a breve. Il condizionale è d’obbligo perché non è ancora stata fissata alcuna data. Se non quella indicata dalla Regione per porre un paletto dal quale non si potrà tornare indietro. Il piano, per i bambini prevede l’utilizzo di aree verdi nell’ambito delle scuole, degli asili, delle ludoteche e degli oratori.

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Il piano del ministro

Ieri sera il Governo ha inviato le linee guida alla Regione, che oggi le analizzerà. Se le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, i Centri estivi potranno essere avviati dai soggetti gestori degli spazi verdi e dei parchi o da soggetti da loro individuati. A questi si aggiungeranno i soggetti del terzo settore. Oltre alle regole di igiene e pulizia che andranno rispettate sempre e comunque, gli organizzatori dei centri estivi saranno chiamati a rispettare una serie di misure a iniziare dalla sanificazione dei giochi e delle attrezzature utilizzate. Gli operatori dovranno essere formati per evitare possibili situazioni di rischio favorite anche dall’errato utilizzo delle mascherine. Il piano stabilisce il rapporto tra operatori e bambini e ragazzi: 1 a 3 anni in età di asilo nido, 1 a 5 in età di scuola per l’infanzia, 1 a 7 in età di scuola primaria. Ingressi e uscite dovranno restare separati e la continuità degli operatori sarà un obbligo per consentire di tracciare le loro presenze nel caso in cui dovesse presentarsi un caso di contagio.



La linea della Regione

«Anche se, per qualche motivo, il Governo rinvierà, noi l’1 giugno apriremo i centri estivi. Il presidente lo scriverà nell’ordinanza e questo ci autorizza a iniziare percorsi più stretti rispetto alle ultime settimane anche perché, ieri sera, sono arrivate le linee guida romane». L’assessore regionale all’Istruzione e alla Famiglia, Alessia Rosolen, è decisa: le famiglie non possono più aspettare. «Assieme alla Direzione sanità abbiamo preparato le linee guida che prevedono il distanziamento, gli ingressi separati, la presenza del numero di bambini per educatore», continua l’assessore ricordando che il suo assessorato sta lavorando anche per la riapertura degli asili nido, ma questo è un altro tema. Domani prenderà il via il confronto – conclude Rosolen – «sperando che da Roma arrivino anche i 150 milioni stanziati per i Comuni, a livello nazionale. Quest’ultimo punto preoccupa l’assessore, Rosolen teme di veder escludere dai finanziamenti alcuni soggetti impegnati da sempre nell’organizzazione dei centri estivi. Stiamo parlando del privato sociale, delle scuole paritarie e delle associazioni sportive. —


 

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