I lavori tengono in scacco la Contea: «A Cussignacco sempre più chiusure»
Nel mirino il cantiere di via Veneto: «Il traffico si è spostato insieme ai clienti». Non mancano le lamentele per i nuovi dossi: «Le auto prendono la rincorsa». C’è però chi lavora bene: «Ho clienti che fanno un’ora di strada per arrivare»

Cosa rimane della Contea? Le persone, certo. I ricordi, senz’altro, e le idee che, anche attraverso il locale consiglio di quartiere partecipato, puntano a rivitalizzare l’area (storica) posta a sud del centro città. Cussignacco.
Che dire invece di negozi, bar e servizi? Delle piccole attività, recenti o di lunga data? «Sopravviviamo», risponde Sandra Fasano, della fioreria Il Petalo, «sperando che le cose cambino in meglio. Ma negli ultimi anni c’è stata una strage». Il riferimento porta alla mente le chiusure che, nel recente passato, si sono registrate sul territorio, quella della ferramenta uno degli ultimi esempi. «Parliamo di più del 50 per cento delle attività dilazionate nel tempo», spiega Fasano, che, guardando al presente, non spende parole di favore nei confronti dei recenti interventi di riqualificazione di via Veneto, con relativa, prolungata, chiusura del tratto di strada coinvolto e l’installazione di nuovi dossi: «Da quando il traffico è stato interrotto, non è più ripreso.
Lo stesso vale per il lavoro». I dissuasori di velocità, poi, «non aiutano»: la battaglia condotta anche dal consigliere comunale Loris Michelini, in tal senso, è già nota e porterà a future mobilitazioni. «Qui una volta c’era tutto», la chiosa della commerciante.
A esserci ancora è l’officina meccanica di Mauro Cossio, realtà risalente al secondo Dopoguerra: «Lavoro ce n’è sempre», il commento dello stesso Cossio, «abbiamo tanti clienti privati che fanno passaparola. Spiace che qui vicino abbia chiuso la ferramenta ma anche, in precedenza, l’edicola, che ogni giorno portava in zona molta gente». All’Agraria – altra attività di lunga data, aperta nel 1965 – sono i dossi la prima causa di malcontento: «Le auto rallentano per superarli e poi prendono la rincorsa», testimoniano i titolari. «Il lavoro è calato, specialmente da quando ci sono stati i lavori: la gente si è diretta altrove e non è più tornata».
Critico, dunque, anche il giudizio di Raffaella Gratton, di Foto-Cine: «Il Comune non ci dà nessun supporto, se ce la facciamo è solo perché stringiamo i denti e perché amiamo la gente, non perché il lavoro ci porti un guadagno. Cussignacco, purtroppo, non viene considerata. Con i lavori su via Veneto, la ferramenta qui vicino ha dovuto tenere chiuso e non è stata più riaperta. C’era anche un negozio di abbigliamento e, pure in questo caso, le serrande non si sono più alzate».
Alti e bassi, per Marika Gange, titolare del bar La nuova Torate. Per assicurare maggiore equilibrio tra giornate intense o più calme, l’esercente ha ideato una serie di iniziative: «Organizziamo tornei di freccette», racconta, «e ospitiamo anche gli allenamenti. Per Halloween abbiamo fatto una festa in maschera con buffet e castagne, per il piacere di stare in compagnia».
Riscontro più che positivo quello che riceviamo dal calzolaio Michele Albini: «Il mio è un mestiere particolare che nessuno insegna. Io lo faccio da quando sono ragazzo. Ho aperto l’attività da poco più di un anno e di lavoro ne ho in abbondanza. Un signore ha fatto un’ora e venti per portarmi un paio di scarpe». La qualità messa al servizio di un bisogno. Concetto che può valere anche per Lorenzo Bo’, che è sicuro nel rivelarci quali siano i punti di forza del suo locale: «Qualità e gentilezza non possono mancare mai. Lavoriamo molto bene, tra caffè, gelati e aperitivi. Il venerdì facciamo il risotto e non si riesce a trovare posto. Siamo aperti sette giorni su sette, anche perché la gente non manca mai e non sapremmo quando chiudere».
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