Laura Bertoli dopo 36 anni lascia il mondo della scuola

Margherita Terasso
/ TAVAGNACCO
«Hai tra le mani una Ferrari»: fu la prima cosa che, quattro anni fa, le dissero dell’Istituto scolastico comprensivo di Tavagnacco. Un gioiello, insomma, con grande potenziale e opportunità di miglioramento. A breve, Laura Bertoli, la dirigente scolastica, scenderà da quell’auto di lusso, che ha cresciuto tenendo ben presente quelle parole.
Il 31 agosto, dopo aver costruito un piano per il rientro a settembre, la preside termina il suo incarico e va in pensione. Comprensibile che si senta «un po’ in lutto», visto che «la scuola è stato il mio mondo per 36 anni».
Laura Bertoli, 64 anni, entra di ruolo come docente nel settembre 1984; dal 2006 al 2007 assume l’incarico di presidenza nella direzione didattica di San Daniele e poi, fino al 2016, è dirigente titolare all’Ic di Faedis. Per tre anni continua come reggente, visto che dal 2016 è la guida dell’Ic di Tavagnacco.
Dirigere un Comprensivo era il suo desiderio «perché i bambini di questa fascia d’età sono genuini, puri – dichiara la preside –, si può lavorare per farli crescere».
I momenti complicati non sono certo mancati. «Il più brutto è stato quando ho dovuto mandare via due ragazzi che l’avevano combinata troppo grossa – afferma –, ma in generale penso che sia questo periodo di emergenza quello che ha messo maggiormente la scuola in difficoltà: ne siamo usciti molto bene, con docenti ormai praticissimi di dispositivi e piattaforme, ma la didattica a distanza è stata dura all’inizio».
Ora l’obiettivo è ripartire. «Siamo al lavoro proprio per questo: voglio lasciare l’Istituto a posto per chi arriverà – precisa Bertoli –. La collaborazione con il Comune è stretta: servono risposte ora per adesso».
Alla dirigente spunta il sorriso quando emergono gli attimi di gioia. «Dal concerto di Natale alle mostre dei ragazzi – rivela –, dalle mamme che chiamano per ringraziarci ai ragazzi che si presentano con una coppa vinta: tutto questo dà un senso a ciò che facciamo».
Laura Bertoli, nel tempo, ha visto da vicino l’evoluzione dei ragazzi. «Loro sono rimasti sempre gli stessi – sottolinea –, quello che è cambiato è il rapporto tra i genitori e la scuola e con i loro figli: si notano iperprotettività e una certa chiusura. Ma è importante insegnare ai giovani ad assumersi le loro responsabilità».
Ci sono due obiettivi raggiunti di cui Bertoli è orgogliosa. «Da una parte l’organizzazione della scuola, con la suddivisione dei compiti tra docenti – specifica ancora –, dall’altra la mescolanza tra ordini, che ha visto insegnanti lavorare con classi diverse: ha dato grandi risultati». Nel libro dei sogni,«uno spazio di laboratori fruibile da tutti i ragazzi». Bertoli si rimette al lavoro e poi? «Poi collaborerò con qualche associazione professionale e di volontariato».
È il sindaco, Moreno Lirutti, a ringraziare la dirigente a nome del Comune: «Per la delicatezza con cui ha garantito la transizione, per essere stata capace di valorizzare le progettualità esistenti e per aver saputo svilupparne delle nuove – commenta il primo cittadino –. Le sono toccati alcuni momenti difficili, quelli della ristrutturazione della scuola media e quella dell’emergenza Covid: lascia un’impronta significativa perché al di là della riconosciute capacità professionali, ha dimostrato grande signorilità. Bertoli è una gran bella persona, ci mancherà». —
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