L’addio al vescovo Pecile in duomo tra la sua gente

di Alessandra Ceschia
È tornato nella chiesa da cui era partito, tanti anni fa, per la sua missione. La speranza, la pazienza, la capacità di dialogare e il distacco dai beni materiali, queste le virtù morali che sono state la cifra nella vita di monsignor Domenico Pecile, vescovo emerito di Latina-Terracina-Sezze-Priverno lungo gli 88 anni della sua esistenza scandita da tappe importanti: 27 anni di episcopato e 63 di sacerdozio. A ripercorrerle ieri è stato l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato che ha presieduto in duomo a Udine i funerali, concelebrati da monsignor Alfredo Battisti, monsignor Pietro Brollo, monsignor Francesco Lambiasi vescovo di Rimini e monsignor Giuseppe Petrocchi successore di Pecile nel suo ministero episcopale. Le attestazioni nei confronti del vescovo scomparso sono giunte dal cardinale Angelo Bagnasco presidente della Cei, dal cardinale Angelo Scola patriarca di Venezia, dal cardinale Agostino Vallini vicario generale di Sua Santità, che hanno fatto pervenire messaggi di cordoglio, e dalle delegazioni da San Vito di Fagagna, dove il presule nacque il 9 ottobre 1922, da tutto il Friuli e dal Lazio.
«Monsignor Pecile ci ha lasciati dopo aver patito duramente le sofferenze del momento confidando che non fossero paragonabili alla gloria futura» ha testimoniato l’arcivescovo Mazzocato declinando l’esperienza di monsignor Pecile con la prima lettera di San Paolo ai Romani, letta durante la messa. «A chi gli è rimasto vicino non è sfuggita la serenità con cui ha affrontato la sua croce che, negli ultimi tempi, gli aveva tolto anche la possibilità di esprimersi. Il suo sorriso, l’accettazione a fronte dell’infermità, dello stato di debolezza, atteggiamenti non facili, specie per chi come lui aveva ricoperto incarichi prestigiosi». Lo scomparso fu infatti vicepresidente del tribunale ecclesiastico del Triveneto, primo vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno e vicario capitolare della Basilica romana di San Giovanni in Laterano, per ricordare alcuni fra i suoi incarichi.
«Ora che sono finite le sofferenze attenderà la gloria nella terra in cui ha svolto il suo ministero» ha annunciato monsignor Mazzocato. La salma è stata infatti traslata a Latina dove oggi sarà allestita la camera ardente. Alle 15.30 nella cattedrale di San Marco sarà celebrata la messa di suffragio, poi la salma sarà tumulata a Terracina.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








