L’addio a Vinicio Nobile: si è spento un faro

SAN GIORGIO DI NOGARO. Tanta tantissima gente si è assiepata ieri fin dal primo pomeriggio, sul sagrato del duomo, per dare l'ultimo saluto a Vinicio Nobile, l’imprenditore 57enne deceduto domenica mattina mentre faceva jogging a causa di un arresto cardiaco.
Parenti, amici, colleghi industriali, dipendenti con le loro famiglie e una rappresentativa della Sangiorgina calcio con i ragazzini in divisa e i dirigenti con il labaro della società, hanno evidenziato l'impegno morale, professionale e sociale di Vinicio.
La bara sorretta dai suoi dipendenti, è entrata in duomo preceduta da monsignor Igino Schiff, che ha officiato il rito funebre, e seguita dalla moglie Anna, dai figli Tommy e Samuel, dalla mamma e dal fratello, e dalle tante persone che avevano accompagnato il corteo funebre dall’abitazione di via Ronchi 49 in chiesa.
Erano così tante che non si sono potuti chiudere i battenti durante la celebrazione.
Il presule durante l'omelia ha ricordato chi era Vinicio: uomo che aveva creduto nei valori veri, che amava la moglie Anna, figlio, padre e nonno affettuoso, imprenditore che, con la sua attività, ha dato lavoro a tante persone. Infine il volontario, che da anni operava nella Sangiorgina calcio a titolo di volontariato senza chiedere nulla in cambio.
Toccante la lettera del figlio Tommy, nella quale ricordava il padre come punto di riferimento della sua vita, il grande amore che nutriva per la madre e la sua capacità di esserci sempre nel momento del bisogno.
In quelle poche righe il figlio ha raccontato il suo disperato tentativo di salvarlo, purtroppo vano. Infine la promessa: «La famiglia va avanti».
Bellissime le parole dei dipendenti che hanno definito Nobile un “faro” che si è spento, ma che ha lasciato accesa la “luce di emergenza” e ora i suoi dipendenti seguiranno quella luce rappresentata dal figlio Tommy.
Infine una commovente lettera letta dai condomini di via Ronchi 49, «una grande famiglia rimasta senza l'amico più caro, la persona sempre disponibile, ma non siamo soli – hanno scritto –perché tu sarai sempre per noi».
Un lungo applauso alla fine della celebrazione, e poi l'ultimo viaggio nel cimitero del capoluogo dove riposa l'amatissimo padre Berto.
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