La tragedia a Cividale, tutta Rualis in lacrime per Gloria

La 23enne, vittima dell’incidente, si era diplomata come estetista e gestiva un negozio con i genitori

CIVIDALE. Aveva appena 23 anni, la cividalese Gloria Vecchiutti. La sua vita si è interrotta nella serata di giovedì, attorno alle 22, all’imbocco dell’abitato di Rualis, a qualche centinaio di metri da casa: in corrispondenza dell'incrocio fra via Tombe Romane e la rotondina da cui, appunto, si accede alla frazione, la moto della giovane - che proveniva da viale Trieste e avanzava verso via Friuli - si è rovinosamente scontrata con un’Alfa Romeo immessasi sulla provinciale da via Nievo.

La ragazza ha centrato la portiera del conducente (Francesco Vinci, 75enne residente in loco, che sarà ora iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo) ed è rovinata al suolo.

L’impatto con il veicolo e successivamente con il terreno è stato rovinoso. A poco è valsa la tempestività dei soccorsi: trasportata d’urgenza al Santa Maria della Misericordia di Udine, Gloria è spirata poco dopo il suo arrivo in ospedale.

A provocare il sinistro pare essere stata una mancata precedenza: l’Alfa Romeo ha infatti svoltato su via Tombe Romane senza accorgersi della moto che arrivava sulla sinistra. Sulla dinamica sono stati comunque disposti accertamenti.

La schianto a pochi metri dalla casa del fidanzato

Prima che i Carabinieri della Compagnia di Cividale, intervenuti sul posto per i rilievi, riuscissero a informare i parenti della ragazza dell’accaduto il padre di Gloria, Paolo Vecchiutti, è uscito per andare a cercarla (allertato dal fidanzato della figlia, che la attendeva invano da tempo) e si è imbattuto nel terribile scenario dello scontro.

La notizia si è diffusa all’istante, in città, dove Gloria Vecchiutti - in ragione, soprattutto, dell’attività dei genitori, che gestiscono un’azienda agricola proprio a Rualis - era figura conosciuta.

La schianto a pochi metri dalla casa del fidanzato

L'assessore Elia Miani, fra i primi ad apprendere della tragedia, non esita a dirsi sconvolto né a dare sfogo «alla rabbia»: «Quell’incrocio maledetto, e ribadisco maledetto, è la nostra spina nel fianco da anni e anni, fin dalla sua realizzazione. È stato costruito male, senza garantire la necessaria visibilità: al tempo fu demolita una casa ma non si procedette anche alla rimozione di un muro di cinta che impedisce un’adeguata visuale. Non si contano gli incidenti verificatisi in quel punto, alcuni anche con feriti. E adesso c’è scappato il morto. Solo un mese fa, dopo un’infinità di solleciti alla Provincia, ho riesposto il caso al presidente Fontanini e all’assessore Mattiussi e ho parlato con il funzionario responsabile. I soldi per la creazione di una rotatoria sono in cassa, l’intervento era stato annunciato per il 2016 ma adesso è sopravvenuto il problema della chiusura delle Province, che dal mese di luglio non avranno più competenze...

Ciò blocca tutto e un tanto è inconcepibile e inammissibile, perché il contesto è pericolosissimo. L’amministrazione di palazzo Belgrado deve mettersi una mano sulla coscienza e attivarsi per risolvere questa criticità».

Soltanto poche ore prima della morte di Gloria l’esponente della giunta aveva sottoposto all’Anas una serie di problematiche relative alla sicurezza e aveva colto l’occasione per mostrare al tecnico intervenuto per i sopralluoghi anche il crocevia della tragedia. Ieri mattina su tale snodo è comparso un mazzo di fiori, doloroso tributo a una giovanissima vita spezzata.

Non è stato ancora possibile fissare la data dei funerali: è stata infatti disposta l’autopsia e il weekend prolungato, considerata la ricorrenza del 25 aprile, in questo senso non aiuta. Difficilmente l’esame sul corpo della 23enne verrà eseguito prima di martedì: a quel punto le esequie potrebbero essere celebrate nella giornata di mercoledì 27 aprile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto