La sfida della Regione: nascono le Unioni

Nonostante un terzo dei sindaci ribelli, avviata la rivoluzione dei municipi. Da luglio le prime funzioni associate, ma pesa l’incognita dei ricorsi al Tar

UDINE. Buongiorno Uti. Con oggi, la travagliata riforma degli enti locali targata Debora Serracchiani e Paolo Panontin fa un primo, deciso passo avanti. Dalla data odierna le Unioni territoriali intercomunali sono infatti costituite per legge. Diciotto in tutto, con (almeno) 144 Comuni aderenti su 216. Un terzo di quelli presenti in regione, numero aumentato negli ultimi giorni, con l’adesione di ben 10 enti locali alle rispettive Uti e che in predicato di aumentare ancora considerato che ieri sera, al fotofinish, diversi consigli comunali si sono riuniti per votare statuto e atto costitutivo.

Dopo mesi di braccio di ferro e dopo una lunga serie di emendamenti che hanno modificato la norma e a più riprese ne hanno rinviato l’attuazione, l’atteso giorno è finalmente arrivato. Con oggi l’architettura istituzionale della regione si arricchisce di 18 nuovi enti strumentali dei Comuni: serviranno a questi ultimi per gestire a livello di area vasta alcune funzioni con lo scopo di contenere i costi da un lato e dall’altro di efficentare i servizi per i cittadini.

Costituite le Unioni, i prossimi due mesi e mezzo saranno dedicati all’espletamento di tutti gli obblighi connessi all’avvio dei nuovi enti. A partire dalla partita Iva, passando per la definizione e la messa a punto della sede e ancora per l’inquadramento del personale. Saranno, per i sindaci, due mesi di lavoro intenso. Che inizierà subito. A strettissimo giro.

Entro 5 giorni da oggi, il primo cittadino del Comune più popoloso tra quelli aderenti a ognuna della 18 Uti dovrà infatti convocare l’assemblea, composta dai primi cittadini dei Comuni aderenti all’Unione, che entro il 26 aprile dovrà riunirsi ed eleggere il proprio presidente. Sarà quest’ultimo poi a prendere in mano le redini della delicata fase di “messa in moto” delle Uti, attenendosi al ritmato crono-programma che si è data la Regione e che guarda al primo luglio come alla scadenza per l’avvio della prima tranche di funzioni, che starà all’assemblea scegliere pescandole dall’elenco declinato all’articolo 26 della legge di riforma.

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Reana 17 Maggio 2012 lega nord Telefoto Copyright Petrussi Foto Press Turco

Nella sua seconda riunione, l’assise sarà chiamata quindi a modificare gli statuti alla luce dell’effettiva composizione delle Uti e delle eventuali modifiche intervenute. Fase, questa, in cui saranno scelte anche le funzioni. Che dovrebbero essere quattro ma che stando al tentativo di mediazione in corso tra maggioranza, forze di opposizione e associazioni dei Comuni potrebbero essere rimodulate.

Scendendo a sole tre nell’immediato, per poi rinviare all’anno prossimo ulteriori “cessioni” alle Uti, considerando il principio di adeguatezza rivendicato da Anci che sostiene l’opportunità di lasciare ai Comuni la possibilità di gestire in associazione alcune funzioni anziché portarle in Uti o addirittura consentire agli enti maggiormente spallati di poterle gestire in modo autonomo.

Su queste proposte l’intesa è vicinissima, mentre resta da sciogliere il nodo sulla leva finanziaria, pari al 7,5 per cento dei 345 milioni di trasferimenti ordinari, che la Regione ha destinato all’avvio delle Uti riservandone l’accesso ai soli Comuni che alle Unioni hanno deciso di aderire. Ne deriva una penalizzazione per i 71 enti rimasti al momento fuori dalla rivoluzione e costretti a fare quadrare i bilanci contemplando il taglio. Ora con qualche settimana di tempo in più. L’assessore Panontin ha infatti prorogato il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione dal 30 aprile al 30 giugno. Periodo nel quale dovrà essere pure ridisegnato il Consiglio delle autonomie, sulla base delle nuove Unioni.

Come ogni partenza, anche questa non è esente da inghippi, dubbi, criticità. Ben presenti alla Regione che si è attivata in queste settimane istituendo appositi tavoli proprio al fine di esaminare e affrontare, in seno alle diverse Unioni, ogni eventuale criticità emersa lungo il percorso. «Un accompagnamento che - ha assicurato l’assessore Panontin ieri - proseguirà nelle prossime settimane».

Periodo costellato di novità cui guardano con euforia coloro che hanno deciso di abbracciare la sfida, con sospetto, in attesa del Tar, quanti invece hanno scelto di rimettere la legge nelle mani della giustizia ravvisandovi profili d’incostituzionalità. Come la pensi il Tribunale amministrativo regionale lo si saprà da qui a poco più di un mese, il 26 maggio, giorno per il quale è stata fissata l’udienza straordinaria sugli 80 ricorsi presentati.

Che la legge sia rimessa alla Corte costituzionale o siano accolti i ricorsi costringendo la giunta regionale a fare dietrofront sulla perimetrazione delle Uti o che invece l’impugnativa sia bocciata, certo è che il giudizio pronunciato dal presidente dell’Ufficio giudiziario, Umberto Zuballi, scriverà una nuova, determinante pagina di questa lunga e travagliata riforma.

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