La gran fondo sui rulli in terrazza: ecco come Ivan sconfigge il coronavirus

Divisa d’ordinanza, numero sulla schiena e via. «Pedaliamo a casa, presto lo faremo sui monti» 

La passione per il ciclismo può tutto, anche combattere l’emergenza coronavirus partecipando a una gran fondo dal… terrazzo di casa con vista Canebola, Porzus, Valle, Monte Bernadia, cioè le salite dei classici allenamenti. Parola di Ivan Zardello, 40 anni, maestro alle elementari Friz di via Monte Cimone a Udine.

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Domenica 15 marzo ha piazzato il ciclomulino, quel marchingegno che consente di pedalare stando fermi e che in questi giorni di stop obbligato per virus è la salvezza dei muscoli di migliaia di ciclisti, nella terrazza dell’appartamento a nord di Udine con vista colline, ha indossato la divisa sociale della trevigiana Cicli Spezzotto, si è pure appuntato il numero di gara della fantomatica “Gran Fondo la Balconata” e si è messo a pedalare.

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Lo ha fatto per tre ore, con ripetute, scatti, salite, periodi di recupero. Il tutto immortalato dalla moglie Virginia, anch’essa insegnante, ma alle elementari di Remanzacco, divertita e rinfrancata dalla presenza del marito con cui, almeno, grazie alle pedalate “virtuali” o “da fermo”, chiamatele come volete, può scambiare quattro chiacchiere.

Il maestro Ivan, un passato da giocatore di basket anche a buon livello, sport che ancora pratica in Prima Divisione alla Cbu, con la “sua” Gran Fondo è il perfetto testimonial di come, in queste settimane di emergenza coronavirus, si deve comportare un ciclista amatoriale.

«È semplice – spiega – se vogliamo tornare presto in bicicletta bisogna restare a casa, comportarsi da cittadini esemplari. Nemmeno un giro per le strade di campagna del comune si può fare: una caduta rischierebbe di intralciare lo splendido lavoro che stanno facendo medici e infermieri, impegnati a superare un’emergenza senza precedenti. Ci sarà tempo per allenamenti, gran fondo, pedalate di ogni genere».

Già, parola di maestro. Uno che si sciroppa ventimila chilometri all’anno, si impone allenamenti “fachireschi” e corre, come tanti friulani, per il Team Spezzotto una quindicina di Gran Fondo l’anno, gare ovviamente tutte annullate da qui a non si sa quando.

Un esempio da imitare quello del ciclista udinese. Come quello del cittì dell’Italbici, Davide Cassani, che anche domenica 15 marz0 ha pedalato sui rulli invitando sui social i cicloamatori a fare altrettanto. Cosa però che centinaia di cicloturisti in tutta Italia non sta facendo.

Sono decine, infatti, ogni giorno dall’introduzione dei decreti del Governo che limitano gli spostamenti in bici solo per giustificati motivi e all’interno del proprio Comune che infrangono le regole. Due “perle”: un medico sportivo di Rovereto ha sfidato in bici da corsa la polizia e si è beccato una salata multa anche dopo un delirante messaggio su Facebook che ha fatto il pieno di visualizzazioni; un giovane, zaino in spalla, ha pensato bene di raggiungere in bici da Milano un paese in quota della Valtellina ed è stato prontamente individuato e multato dal soccorso alpino. »Restate a casa», dice il maestro Ivan, che ha già pronto il “Giro della Liberazione”: tre-quattro ore su e giù dalle salite che ieri guardava dal balcone. Sperando si possa fare presto. —


 

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