La biologa discriminata: «Il Cro non mi vuole perché siciliana. Ma io non rinuncio al mio sogno»

PORDENONE. Un’esperienza che secondo chi l’ha vissuta sulla propria pelle rappresenta un esempio non solo di «discriminazione», ma anche la conferma della sopravvivenza di «stupidi pregiudizi». Lo ha dichiarato apertamente, Erminia Muscolino, alla stampa e nella sua replica alla mail inviatale per errore dal Cro, dopo che lei aveva presentato la sua candidatura di ricercatrice.
Una mail che Erminia ammetta di aver «letto e riletto diverse volte, perché non ci volevo credere, ci sono rimasta malissimo». «Leggere ancora parole come queste, nel 2019, è brutto, è davvero umiliante», ha affermato la biologa palermitana al microfono del Tgr Rai delle 14 che ha acceso la miccia del caso mediatico.
Di quella frase («Già ricevuto anche io...figurati se andiamo a prendere una da Palermo!») la dottoressa Muscolino non ha digerito persino la punteggiatura: «In questo caso puntini e punto esclamativo dicono tanto», ha commentato con amarezza.
«Ho letto incredula quella farse discriminatoria che parla da sola e sono rimasta allibita e dispiaciuta» ha ribadito all’Ansa di Palermo per descrivere la reazione quando sullo schermo ha visto comparire la mail.
Dopo averla letta e riletta ha subito deciso di replicare, scrivendo una mail di risposta, stemperando la rabbia con un pizzico d’ironia: « Volevo solo ringraziarla – ha scritto all’indirizzo del mittente della mail della discordia –. Ho capito che questo centro non fa per me».
E poi, dopo l’ironia, un moto d’orgoglio anche a nome di tanti altri giovani del Sud. «Per il futuro spero, e lo dico a nome di tanti ragazzi come me, di non ricevere lettere come queste – ha scritto la trentenne palermitana al suo interlocutore del centro di ricerca friulano –. Siamo in molti disponibili a lasciare la propria terra per andare a lavorare, anche se vorremmo trovare un’occupazione nella nostra regione.
A Palermo abbiamo menti libere, aperte e scevre da ogni pregiudizio, non credo potrei esprimere al meglio le mie potenzialità professionali e umane collaborando con persone con la mente ristretta, chiusa ed evidentemente corrotta da stupidi pregiudizi». «Pertanto – la chiosa finale – chiedo di non tenere conto della mia candidatura».
La controreplica arrivata sempre via mail («Nulla di male nella provenienza da Palermo...Il punto è che non possiamo offrire contratti economicamente vantaggiosi...ma solo eventuali borse di studio non sufficienti a garantire una posizione per chi viene da lontano») non l’ha soddisfatta: «Solo un modo banale per giustificare la mail precedente», ovvero quella inoltrata per errore.
Ma quello che è successo non basta ad accantonare un sogno: «Continuerò sicuramente, voglio lavorare e sono disposta a cercare la mia realizzazione professionale anche lontano dalla Sicilia – ha concluso Erminia –, sperando che non ci siano più pregiudizi verso di noi».
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