«Figuriamoci se assumiamo una biologa di Palermo», il commento di Galiano: le insidie dell'epoca della suscettibilità

C’è una morale dietro la storia della biologa siciliana destinataria di una mail riservata ad altri: ormai bisogna stare attenti a tutto quello che si dice

PORDENONE. C’è una morale, dietro la storia della biologa palermitana destinataria di una mail riservata ad altri in cui si dice “Figurati se andiamo a prendere una da Palermo”.

E non è banalmente una morale sul razzismo o sulle discriminazioni. No, la morale è che ormai bisogna stare attenti a tutto quello che si dice.



Sì, perché siamo in piena epoca della suscettibilità: non puoi dire ormai più niente che c’è subito una categoria pronta a offendersi. Molte volte a ragione, qualche volta a torto, appena apri bocca rischi di offendere qualcuno.

“In quanto donna”, “In quanto insegnante”, “In quanto padre” eccetera, ormai c’è una pletora di categorie che se non misuri le parole al milligrammo sono subito pronti a stracciarsi le vesti e a chiamare l’Ansa per urlare allo scandalo.

Con questo non sto dicendo che l’autore della infelicissima mail sia un santo, che abbia ragione lui e che la biologa sia una che fa subito la vittima: dico che anche a rileggere il testo della mail cento volte, mica è possibile stabilire con certezza che fosse davvero una frase razzista.

Voglio dire: semantica alla mano, potrebbe benissimo voler dire che Palermo è molto lontana, e per un lavoro a così basso stipendio non conviene chiamare qualcuno da quelle distanze.

Eppure tutti subito l’hanno voluta interpretare dal verso peggiore.

Ho capito che ultimamente alcuni pordenonesi hanno dato prova di essere razzisti, ma fare subito due più due e accusare qualcuno di essere razzista a causa una frase – concepita male, messa giù peggio – non significa cadere anche noi vittima del pregiudizio?

Non è anche questo attribuire un’etichetta a sua volta discriminatoria, Pordenone uguale razzismo?

Senza contare che – appunto – la mail era confidenziale, quindi sarebbe stato da concedere almeno il beneficio del dubbio che uno l’abbia scritta senza prestare la dovuta attenzione alla doppia interpretabilità.

Ma, come dicevo all’inizio: bisogna stare attenti a tutto, oggi. Sicuramente è un bene, perché così si misurano meglio le parole.

Ma il Cro, per quanto situato nella Pordenone in cui tutti sono razzisti perché un cretino ha messo un cartello vicino a un bidone dell’immondizia, non mi sembra proprio un luogo che non meriti almeno questo beneficio.

Cerchiamo di darci tutti una calmata e, prima di offenderci, chiediamoci se magari non ci siamo semplicemente capiti male. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto